Guasto a Orio al Serio, l'aeroporto fatica a ripartire tra ritardi e passeggeri dispersi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un guasto tecnico al sistema di avvicinamento strumentale, gestito da Enav, ha gettato nel caos l'aeroporto di Bergamo-Orio al Serio a partire dalle 18 di sabato 3 gennaio, in uno dei weekend più trafficati per via del ponte della Befana. L'impianto, fondamentale per guidare gli aerei nelle fasi di atterraggio in condizioni di scarsa visibilità, ha smesso di funzionare proprio quando la nebbia scendeva sulla pista, aggravando una situazione già di per sé critica e costringendo le autorità a dirottare, cancellare o riprogrammare decine di voli. Nonostante l'intervento dei tecnici, che sono riusciti a ripristinare il sistema verso la mezzanotte, l'effetto domino dei disagi si è prolungato a lungo, lasciando il piano operativo profondamente segnato e dimostrando quanto un singolo punto di vulnerabilità possa paralizzare un nodo cruciale del trasporto aereo nazionale.

Una giornata di caos con strascichi fino a domenica

Le conseguenze del blackout tecnico non si sono esaurite con la riparazione, ma hanno continuato a riverberarsi nella giornata di domenica, quando una ventina di voli in partenza e circa trenta in arrivo hanno accumulato ritardi significativi. La maggior parte di queste operazioni è riconducibile alla compagnia low-cost Ryanair, che ha la sua base principale nello scalo bergamasco, e tra i collegamenti interessati c'è stato anche il volo FR4969 diretto a Palermo, il cui orario di arrivo previsto alle 12.55 è slittato di ore. Anche la squadra di calcio della Roma, reduce dall'impegno di campionato contro l'Atalanta e inizialmente bloccata a terra, ha dovuto modificare i propri piani di viaggio, optando infine per una partenza dall'aeroporto di Milano-Linate per tornare nella capitale.

Storie di ordinaria emergenza: dal freddo della Lapponia alla confusione a terra

Mentre a Orio al Serio si cercava faticosamente di ristabilire la normalità, le ripercussioni del guasto hanno raggiunto luoghi lontani, creando situazioni di disagio estremo. Un gruppo di turisti bergamaschi in vacanza in Lapponia, ad esempio, si è trovato bloccato nell'aeroporto di Rovaniemi, nel nord della Finlandia, dopo la cancellazione del volo Ryanair FR4312. Il viaggio di ritorno, inizialmente in programma per le 21 di sabato, è stato prima posticipato e poi gestito in modo frammentario, lasciando i passeggeri per ore senza comunicazioni precise mentre, all'esterno, il termometro segnava 28 gradi sotto zero. Questo episodio, in particolare, mette in luce non solo la vulnerabilità della catena dei collegamenti aerei, ma anche le criticità nella gestione delle comunicazioni con i passeggeri in situazioni di crisi, costretti ad attendere in condizioni proibitive senza informazioni chiare.

Le indagini e le responsabilità di un sistema fragile

L'episodio di Orio al Serio, per quanto tecnicamente risolto, riapre inevitabilmente un dibattito sulla resilienza delle infrastrutture aeroportuali italiane, spesso chiamate a reggere un traffico intenso con sistemi la cui obsolescenza emerge proprio nei momenti di massima pressione. La concomitanza del guasto strumentale con le avverse condizioni meteorologiche ha infatti creato una tempesta perfetta, mettendo in seria difficoltà la torre di controllo e le compagnie aeree. Senza la procedura di avvicinamento strumentale, gli aerei non possono atterrare in sicurezza con la nebbia, e l'unica alternativa è dirottarli su altri scali, un'operazione complessa che genera un effetto a catena su tutta la rete nazionale e internazionale. Gli enti gestori dovranno ora valutare le cause del malfunzionamento, per scongiurare il ripetersi di simili interruzioni, specialmente in periodi di alto traffico dove ogni ritardo si moltiplica, creando disagi a migliaia di persone.

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