Real Madrid, multa record per Tchouaméni e Valverde dopo la rissa in allenamento

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il club che per decenni ha fatto del “nobile decoro” il proprio marchio di fabbrica, quello stesso Real Madrid capace di imporre la propria egemonia in Europa con la forza dell’autorevolezza più che della violenza, si trova oggi a fare i conti con una realtà diametralmente opposta. A Valdebebas, il centro sportivo che dovrebbe essere il sacrario della perfezione fisica e tattica, è accaduto qualcosa che ha rotto definitivamente l’incantesimo: una rissa tra due dei suoi pilastri, Aurélien Tchouaméni e Federico Valverde, degenerata al punto da costringere l’uruguaiano a finire in ospedale. Non è bastato l’intervento dei compagni per placare gli animi, né la consapevolezza che fuori da quelle mura la squadra naviga in un mare di guai. Il verdetto della società è arrivato immediato e pesante: mezzo milione di euro di multa per ciascuno.

Uno spogliatoio spaccato e due risse in meno di quarantotto ore

Non si è trattato di un litigio isolato, una sciocchezza da dimenticare in fretta con una stretta di mano e una pacca sulla spalla. Le cronache spagnole, a cominciare da quella di El País, hanno ricostruito un episodio ben più grave: quella che sembrava una semplice scintilla scoppiata durante un contrasto in campo si è riaccesa con violenza negli spogliatoi, tanto che si parla di due distinte colluttazioni a distanza di un giorno l’una dall’altra. Nella prima, mercoledì, i due centrocampisti sono stati separati a stento dai compagni; nella seconda, il giorno successivo, Valverde ha riportato un taglio al volto e un trauma cranico che hanno reso necessario il ricovero ospedaliero. Una ferita, a dire del diretto interessato, causata dall’urto contro un tavolo più che da un pugno diretto, ma il danno all’immagine di un club abituato a mostrarsi compatto era ormai fatto.

Un milione di euro di multe e un’inchiesta interna per ricucire lo strappo

La reazione del Real Madrid, va detto, non si è fatta attendere e ha avuto il sapore di una doccia gelata per i due calciatori. La multa da 500mila euro a testa – che sommate fanno un milione di euro incassato dalle casse del club – è forse la sanzione economica più alta mai comminata dal club in un caso di indisciplina interna. Ma la cifra, per quanto stellare, rischia di essere solo una pezza a colori su una ferita che sanguina da mesi. Nel comunicato ufficiale diffuso ieri, la società ha fatto sapere che entrambi i giocatori si sono presentati davanti all’ispettore incaricato del procedimento disciplinare; hanno espresso completo pentimento per l’accaduto, scusandosi reciprocamente e chiedendo scusa anche al resto dello spogliatoio e allo staff tecnico. Troppo poco, però, per cancellare l’immagine di una squadra allo sbando.

Zero titoli e l’incubo di vedere festeggiare il Barcellone

Perché quella tra Valverde e Tchouaméni non è una crepa isolata, ma la manifestazione più eclatante di un collasso che ormai tutti danno per certo. Il Real Madrid, è bene ricordarlo, sta per chiudere la sua seconda stagione consecutiva senza alzare un trofeo al cielo – l’era galattica pare davvero finita. Eliminato dal Bayern Monaco in Champions League, buttato fuori dalla Coppa del Rey da squadre di seconda fascia come l’Albacete, sconfitto nella Supercoppa spagnola dal Barcellona, il club di Florentino Perez si avvicina al Clasico di domenica al Camp Nou con l’umiliazione pronta a servire. In quella stessa partita, infatti, i catalani di Hansi Flick potrebbero festeggiare proprio davanti agli acerrimi rivali la conquista matematica della Liga. Lo scenario peggiore, per un madridista, è diventato a questo punto anche il più probabile. Le pugnalate tra compagni, le fughe in Sardegna (quella di Mbappé) e gli spifferi continui sui giornali hanno preso il posto del gioco Champagne e delle rimonte epiche: questo è il nuovo corso a Valdebebas, e il conto salato sembra essere appena iniziato.

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