Real Madrid, mezzo milione di multa per Tchouaméni e Valverde dopo la rissa nello spogliatoio
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Redazione Sport
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Non è bastata la stagione senza trofei a tenere a freno i nervi di Aurelien Tchouaméni e Federico Valverde, protagonisti di una violenta colluttazione durante l’allenamento a Valdebebas. Il club, dopo aver aperto un procedimento disciplinare che ha visto entrambi i calciatori ascoltati dall’ispettore incaricato, ha deciso di comminare una multa record da 500mila euro a testa. Il comunicato ufficiale, nel confermare la sanzione, ha sottolineato il "completo pentimento" dei due centrocampisti, i quali si sono scusati reciprocamente e poi con l’intero gruppo squadra, cercando di ricucire una lacerazione che rischiava di compromettere ulteriormente la già fragile tenuta dello spogliatoio. Nessuna sospensione è stata però irrogata, lasciando intendere come la volontà della dirigencia sia quella di chiudere il caso in casa, seppur con una mossa economica esemplare.
La doppia scazzottata che ha acceso la miccia
Quello che i media spagnoli hanno definito "l’episodio più grave mai vissuto a Valdebebas" non è stato un fatto isolato, ma il culmine di due giorni di tensione crescente. Tutto è partito mercoledì, con un primo round di scaramucce, per poi esplodere il giorno successivo quando Valverde, secondo le ricostruzioni, avrebbe rifiutato la stretta di mano al francese. Nel parapiglia che ne è seguito, il centrocampista uruguaiano ha riportato una ferita al volto e un trauma cranico – a quanto pare causato dall’urto violento contro un tavolo negli spogliatoi – che ha addirittura reso necessario il trasporto in ospedale per la sutura e un successivo periodo di riposo. La frattura nello spogliatoio, alimentata anche da una presunta "talpa" accusata di riferire all’allenatore Álvaro Arbeloa, sembra ormai profonda e non certo limitata ai due diretti interessati.
Zero tituli e un Clasico da brividi
Il momento sportivo, va detto, non aiuta certo a smorzare gli animi. L’era dei "galacticos" si è trasformata in un incubo fatto di eliminazioni dal Bayern in Champions e dall’Albacete in Coppa del Re. La seconda stagione consecutiva che sta per chiudersi senza nemmeno un trofeo in bacheca – un evento rarissimo nelle ultime decadi per il club più titolato al mondo – ha trasformato l’ambiente in una polveriera pronta a esplodere al minimo contrasto. Con il Barcellona che si gioca il titolo della Liga proprio nel prossimo Clasico al Camp Nou, l’umore è al limite del parossismo: una sconfitta significherebbe guardare i rivali storici alzare il trofeo in faccia ai blancos, uno scenario che la tifoseria e la società vogliono evitare a tutti i costi per non trasformare la crisi tecnica in un vero e proprio naufragio istituzionale.
La linea dura come unico antidoto al caos
Di fronte a questa deriva, caratterizzata da risse continue e frizioni pubbliche tra giocatori ormai ai ferri corti, Florentino Perez ha scelto la linea dura: niente sanzioni sportive, ma una stangata da mezzo milione per entrambi. Una cifra che, se da un lato serve a tamponare l’emergenza immediata e a ristabilire una gerarchia formale, dall’altro fotografa la distanza abissale tra la disciplina ferrea voluta dal presidente e la realtà di uno spogliatoio che appare chiaramente fuori controllo. L’addio di Carlo Ancelotti e il tormentone legato alla panchina (con Xabi Alonso prima e Arbeloa poi) hanno lasciato un vuoto di leadership che episodi come questo – si pensi anche alla lite tra Rüdiger e Carreras o alle polemiche per il viaggio di Mbappé in Sardegna – rendono sempre più evidente. La multa, insomma, tenta di chiudere il caso Valverde-Tchouaméni, ma il rumore di fondo di una stagione storta continua a farsi sentire forte, in attesa di capire se il "sole" tornerà davvero a splendere sul Madrid.




