Real, Arbeloa e quella mazza da golf per sdrammatizzare la rissa Valverde-Tchouameni

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La conferenza stampa che doveva essere un prologo al Clásico, quello che al Camp Nou potrebbe consegnare la Liga al Barcellona con un semplice pareggio, si è trasformata in un’altra cosa. Álvaro Arbeloa, tecnico del Real Madrid, si è seduto davanti ai microfoni con la consapevolezza che nessuno, o quasi, avrebbe chiesto della partita. Il partidazo, come l’ha definito lui stesso, è finito in quinto piano. Sotto il tappeto, anzi, c’era ancora la polvere della rissa dell’altro ieri tra Federico Valverde e Aurélien Tchouaméni: il primo – il “pajarito” charrúa – messo ko dal peso massimo transalpino, con tanto di trasferta ospedaliera. Un episodio che per giorni ha tenuto banco a Valdebebas, alimentando voci di uno spogliatoio spaccato.

Un aneddoto che vale più di mille parole

Per sdrammatizzare – o forse per ridimensionare l’intera vicenda – Arbeloa ha pescato dal passato un ricordo personale, una di quelle storie che nei club veri si tramandano sottovoce. “Io ho avuto un compagno – ha raccontato – che ha preso una mazza da golf e ha dato una mazzata a un altro”. Nessun nome, nessun dettaglio giudiziario: solo il gesto, nudo e crudo, che a suo parere rende la rissa Valverde-Tchouameni “roba da educande”. Un paragone azzardato, certo, ma funzionale a un obiettivo preciso: togliere pathos a una vicenda già finita negli uffici dirigenziali. I due giocatori, va ricordato, sono stati multati con 500mila euro ciascuno dal club, una sanzione che il tecnico ha definito sufficiente dopo che entrambi hanno “riconosciuto l’errore, accettato le conseguenze e chiesto perdono”.

“Non li metterò al rogo in pubblico”

La frase, pronunciata con la secchezza di chi non ama i processi sommari, è stata chiara: “Quello che non farò è metterli al rogo in pubblico, perché non se lo meritano”. Arbeloa ha rivendicato il diritto di chiudere il caso internamente, senza alimentare quella che definisce una caccia alle streghe mediatica. E qui l’ex terzino, oggi allenatore, ha tirato in ballo un’altra memoria, quella dei suoi tempi da giocatore: “Ai miei tempi non uscì mai la notizia che un mio compagno ne colpì un altro con una mazza da golf”. Un’indiretta stoccata alla trasparenza forzata dell’era dei social, dove persino uno spogliatoio blindato come quello del Real Madrid perde colpi.

Il Clásico sullo sfondo, la rissa già archiviata

Nessuna conseguenza sul campo, almeno stando alle parole del tecnico. “Voglio che Valverde e Tchouameni continuino a combattere per il Real Madrid”, ha ribadito, spegnendo sul nascere ogni ipotesi di esclusione o separazione. La conferenza, a tratti tesissima, è servita soprattutto a questo: ribadire che la doppia rissa – così è stata definita negli sviluppi giudiziari interni – non ha lasciato strascichi nell’organico. I due calciatori si sono già riappacificati, almeno secondo la versione ufficiale, e domani sera (Rete 4, ore 21, telecronaca di Riccardo Trevisani e Borja Valero) saranno probabilmente a disposizione. Il Barcellona aspetta, la Liga pure. Il resto, per Arbeloa, è già cronaca vecchia.

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