Arbeloa chiude il caso Valverde-Tchouaméni: “Non li metterò al rogo”
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Redazione Sport
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La conferenza stampa di Álvaro Arbeloa, quella che avrebbe dovuto celebrare l’ennesimo capitolo di una delle rivalità più accese del calcio mondiale, si è invece trasformata in un esercizio di gestione del conflitto interno. A due giorni dal Clásico al Camp Nou – partita che per il Barcellona vale un punto per la vittoria della Liga, mentre per il Real Madrid, ormai staccato dalla lotta al titolo da diverse settimane, rappresenta essenzialmente una questione d’orgoglio – il tecnico bianco ha dovuto affrontare una grana ben più spinosa di qualsiasi modulo tattico. Il riferimento è alla rissa scoppiata a Valdebebas tra Federico Valverde e Aurélien Tchouaméni, un violento diverbio (che ha portato addirittura il centrocampista uruguaiano, il “pajarito” charrúa, a finire in ospedale dopo il contatto con il peso massimo transalpino) e che rischiava di avvelenare l’ambiente a pochi giorni dalla stracittadina catalana.
“Meritano che si volti pagina”: la linea di Arbeloa
“Io voglio che Valverde e Tchouaméni continuino a combattere per il Real Madrid”. Con questa frase, tra le prime pronunciate davanti ai giornalisti, Arbeloa ha voluto tracciare un solco netto tra l’accaduto e il prosieguo della stagione. I due giocatori, stando alla ricostruzione fornita dallo stesso allenatore, hanno riconosciuto l’errore, accettato le conseguenze dei loro atti e chiesto perdono. “Per me questo è abbastanza”, ha tagliato corto l’ex terzino, aggiungendo un passaggio chiave: “Quello che non farò mai è metterli alla gogna pubblica, perché non lo meritano. Non lo meritano per quello che mi hanno dimostrato in questi quattro mesi e negli anni passati”. Una presa di posizione chiara, che chiude di fatto l’incidente agli occhi della stampa, senza però cancellarne le conseguenze economiche.
Multa shock da mezzo milione: il club non perdona
Perché se Arbeloa sceglie la linea della protezione e del perdono pubblico, la dirigenza del Real Madrid ha invece optato per una sanzione pesantissima. Secondo quanto riportato dall’ANSA, il club spagnolo avrebbe inflitto a Valverde e Tchouaméni una multa complessiva da 500mila euro (250mila a testa), una cifra che nei fatti rappresenta un vero e proprio “ammenda shock”. I due centrocampisti, pilastri del progetto tecnico, sono stati così puniti per la rissa scoppiata al termine dell’allenamento di Valdebebas, un episodio che aveva messo a dura prova il clima già teso nel momento più delicato della stagione. Nonostante la Liga sia ormai un obiettivo sfumato, la multa testimonia come certi codici interni – quelli del gruppo e della disciplina – non ammettano deroghe.
Clásico di orgoglio, ma il partitazo passa in secondo piano
“Dovrei presentare il Clásico di domani – ha ammesso Arbeloa quasi in un’inciso – ma ovviamente il partidazo passa in quinto, sesto piano, relegato sotto il tappeto dalla rissa”. Un’ammissione di realismo che restituisce la strana atmosfera che circonda l’ultimo Real-Barcellona della stagione. Per i blaugrana, un solo punto basterebbe per celebrare il titolo; per i blancos, invece, la gara ha un valore quasi esclusivamente simbolico. Eppure, tra le pieghe di una conferenza stampa difficile, Arbeloa ha voluto lanciare un messaggio chiaro: “Tchouaméni e Valverde continueranno a combattere per il Real”. Nessun rogo, nessuna espulsione dal gruppo. Solo una multa salatissima, un perdono condizionato e un Clásico che, suo malgrado, diventa anche il primo test di ricucitura interna.




