Inchiesta sulla proprietà del Milan: un pallone sgonfiato?
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Redazione Sport
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L'inchiesta sulla proprietà del Milan, avviata dalla Procura di Milano, sembra già perdere forza. La questione principale riguarda il passaggio di proprietà del Milan dal fondo Elliott a RedBird, avvenuto nel 2022. L'indagine mira a dimostrare che il Milan non è di proprietà di RedBird ma ancora del fondo Elliott. Tuttavia, secondo Il Foglio, l'inchiesta rischia di essere un pallone sgonfiato fin dal calcio di inizio.
Reazioni a Wall Street
La notizia ha scosso il mondo della finanza a New York. Bloomberg ha sollevato dubbi sulla credibilità di una notizia che in Italia aveva già fatto scalpore. Si chiede se Paul Singer, fondatore di Elliott, uno dei maggiori fondi hedge americani con 50 miliardi in gestione, avesse mentito alle autorità italiane e forse anche a quelle europee che supervisionano il calcio, organizzando una vendita fittizia del Milan a Redbird Capital Partners di Gerry Cardinale.
Il punto di vista di Chinè
Secondo la Gazzetta dello Sport, il comportamento del procuratore Chinè è stato accolto in maniera molto positiva dal Milan. Chinè infatti non avrebbe chiesto le carte alla Procura relativamente all’indagine che si sta portando avanti da qualche giorno sul club rossonero e non sembra neanche intenzionato a farlo. Questa mossa di Chinè sembra aver fatto felice Furlani, coinvolto nell'inchiesta.




