Russia annuncia la fine delle autolimitazioni sui missili: "Gli Usa hanno cambiato le regole"
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Redazione Esteri
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Mentre l’inviato statunitense Witkoff si prepara a raggiungere Mosca mercoledì, il ministero degli Esteri russo ha reso noto che la moratoria sul dispiegamento di missili a medio e corto raggio, in vigore dal 2019, non sarà più rispettata. «Le condizioni che la giustificavano non esistono più», si legge nel comunicato, che accusa Washington di aver alterato gli equilibri con l’invio in Europa e nell’Asia-Pacifico di «missili terrestri fabbricati negli Stati Uniti». Una mossa che, secondo il Cremlino, rende inevitabile la risposta militare.
La decisione arriva a pochi giorni dalla scadenza dell’ultimatum lanciato da Donald Trump, che ha minacciato sanzioni se Mosca non fermerà le operazioni in Ucraina entro l’8 agosto. Il presidente americano, del resto, aveva già fatto un passo ulteriore, ordinando il posizionamento strategico di due sottomarini nucleari in aree «più vicine al territorio russo» – una replica alle dichiarazioni di Dmitry Medvedev, ex presidente e oggi vice del Consiglio di sicurezza nazionale, noto per i toni bellicosi.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha tuttavia invitato alla prudenza riguardo alle questioni nucleari, sottolineando che «le parole, in questo contesto, pesano quanto le azioni». Un apparente tentativo di smorzare la tensione, anche se le mosse sul campo sembrano andare nella direzione opposta. La Russia, del resto, non ha mai nascosto di considerare l’espansione della Nato verso est come una minaccia diretta, e l’arrivo di nuovi armamenti americani in Europa – giudicato inevitabile dopo l’invasione dell’Ucraina – ha offerto a Mosca il pretesto per abbandonare ogni remora.




