Botti di Capodanno, un patchwork di ordinanze tra festa e protezione
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Redazione Interno
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La notte di San Silvestro, tradizionalmente squarciata da crepitii e luminose esplosioni, si prepara a vivere sotto regole diverse a seconda della latitudine, in un mosaico di provvidenze amministrative che cercano di bilanciare il fragore della festa con esigenze di sicurezza e quiete pubblica. Se a Imperia il sindaco Claudio Scajola, con un'ordinanza, ha circoscritto l'utilizzo di fuochi d’artificio e botti esclusivamente alla stretta fascia tra la mezzanotte del 31 dicembre e l’una del primo gennaio, altrove i paletti sono stati posti con maggior rigore, dilatando i divieti fino a coprire l'intero periodo delle festività. Una frammentazione di scelte che delinea, al di là delle intenzioni dichiarate, la difficoltà di trovare una linea comune su una consuetudine profondamente radicata ma sempre più discussa.
L'allarme per gli animali e il decalogo per i proprietari
In questo contesto, la voce delle associazioni per la protezione degli animali si è fatta sentire con forza, sottolineando come per molti esseri viventi il passaggio all'anno nuovo rappresenti, più che un momento di gioia, un incubo di paura e disorientamento. Massimo Comparotto, presidente dell'Organizzazione Internazionale Protezione Animali (Oipa), ha presentato un decalogo di regole e suggerimenti rivolto ai proprietari di animali domestici, affinché possano mettere in sicurezza i propri compagni a quattro zampe. "Per evitare che il Capodanno 2026 si trasformi in dramma o tragedia per gli animali", ha dichiarato Comparotto, puntando l'attenzione sulla necessità di preparazione e sulle misure, alcune delle quali di semplice buonsenso, che possono scongiurare fughe o attacchi di panico, fenomeni purtroppo ricorrenti nelle cronache di ogni primo gennaio.
Divieti estesi sulla costa adriatica
Mentre le raccomandazioni dell'Oipa viaggiano su un piano volontario, i provvedimenti firmati da alcuni primi cittadini hanno valore cogente. Sulla riviera adriatica, ad esempio, i confini comunali di Pescara e Montesilvano vedranno applicato un divieto assoluto, fino al 7 gennaio, sullo scoppio di petardi, mortaretti e qualsiasi tipo di artificio pirotecnico in luoghi pubblici o aperti al pubblico. I sindaci Carlo Masci e Ottavio De Martinis hanno emanato ordinanze speculari, con quella di Pescara che vieta espressamente anche l'uso di fuochi pirotecnici "non posti in libera vendita" in ambito privato senza la necessaria licenza, un chiaro tentativo di regolamentare anche quel materiale potenzialmente più pericoloso e rumoroso. A Fano, il sindaco Luca Serfilippi ha scelto una via mediana, organizzando una festa in piazza ma ponendo limitazioni per evitare eccessi acustici e comportamenti rischiosi, definendo un Capodanno che vuole essere, nelle intenzioni, "pet friendly".
Tra sicurezza e tradizione, una sfida amministrativa
Questo fiorire di disposizioni, che qualcuno potrebbe giudicare eterogeneo se non contraddittorio, riflette in realtà la complessità di governare un momento di aggregazione collettiva in un'epoca dove le sensibilità sono mutate. Da un lato, permane il desiderio di celebrare con un rito collettivo e fragoroso la fine di un ciclo; dall'altro, cresce l'attenzione verso chi, per motivi di salute, per età o per la semplice compagnia di un animale domestico, subisce il frastuono come una violenza. Le ordinanze, nella loro diversità, tentano di rispondere a pressioni sociali differenti, talvolta intervenendo solo sulla durata temporale degli scoppi, talaltra imponendo veri e propri "silenti" forzati, come nel caso del divieto fino all'Epifania. Resta sullo sfondo, inevitabile, il tema della capacità di far rispettare queste norme sul territorio, un compito che spetta alle forze dell'ordine chiamate a vigilare in una notte già di per sé densa di impegni e criticità.




