Iran, attacchi alle petroliere oltre Hormuz: minacce agli Usa

Iran, attacchi alle petroliere oltre Hormuz: minacce agli Usa
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'Iran ha esteso gli attacchi contro le petroliere commerciali oltre lo Stretto di Hormuz, colpendo due imbarcazioni nel Golfo Persico nell'arco di 24 ore e minacciando nuove azioni contro le navi che non rispettano le rotte imposte da Teheran. L'offensiva amplia l'area di rischio per il traffico marittimo e accompagna una nuova serie di avvertimenti agli Stati Uniti. I Guardiani della rivoluzione hanno annunciato che le unità considerate in violazione delle disposizioni iraniane potranno essere inseguite e colpite in tutta la regione, non soltanto nel passaggio strategico che collega il Golfo Persico al Golfo di Oman.

Petroliere colpite vicino a Qatar ed Emirati Arabi Uniti

Uno degli episodi più gravi è avvenuto mercoledì 7 ottobre, quando la petroliera chimica Acers, battente bandiera di Antigua e Barbuda, è stata raggiunta da diversi proiettili mentre navigava a 51 miglia nautiche a nord di Madinat ash Shamal, in Qatar. L'agenzia britannica UK Maritime Trade Operations (UKMTO), incaricata di monitorare la sicurezza della navigazione, ha segnalato la presenza di vittime o feriti a bordo, senza precisarne il numero. L'attacco è avvenuto a centinaia di chilometri dallo stretto, in un settore del Golfo precedentemente meno esposto alle operazioni contro il traffico commerciale. Le autorità marittime hanno avviato accertamenti sulla dinamica dell'incidente.

Un'altra nave commerciale è stata presa di mira nelle acque vicine agli Emirati Arabi Uniti. Il Financial Times ha identificato tra le unità colpite la superpetroliera Gem No. 2, di proprietà cinese, mentre le segnalazioni della sicurezza marittima britannica hanno riferito di un'imbarcazione raggiunta da un proiettile al largo di Al Jazeera Al Hamra. In quest'ultimo episodio, avvenuto a circa 13 miglia nautiche dalla costa, l'impatto ha provocato un incendio successivamente spento. Le autorità non hanno fornito immediatamente un bilancio completo dei danni, delle condizioni dell'equipaggio e delle possibili conseguenze ambientali. Gli episodi hanno rafforzato le preoccupazioni degli operatori navali sulla sicurezza delle rotte utilizzate per esportare petrolio dai Paesi del Golfo.

I Guardiani della rivoluzione rivendicano l'attacco alla NV Sunshine

Venerdì 9 ottobre, il Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica (IRGC) ha rivendicato un'operazione contro la NV Sunshine, una nave adibita al trasporto di gas di petrolio liquefatto (GPL), indicata come appartenente alla società Natwit, denominata anche Nhat Viet dall'agenzia iraniana Tasnim. Secondo il comunicato militare, l'imbarcazione stava attraversando il settore meridionale dello Stretto di Hormuz lungo un percorso giudicato illegale dalle autorità iraniane. L'attacco avrebbe provocato un vasto incendio nella sala macchine e nell'apparato di propulsione. La ricostruzione è stata diffusa dagli stessi militari iraniani e non costituisce una verifica indipendente delle circostanze dell'operazione.

Nel messaggio diffuso attraverso i media di Teheran, la Marina dei Pasdaran ha sostenuto di esercitare il controllo sulla gestione del transito marittimo e ha accusato direttamente l'esercito americano di alimentare la crisi. Secondo i vertici militari iraniani, Washington starebbe incoraggiando armatori e compagnie assicurative a utilizzare passaggi non autorizzati. La dichiarazione contiene anche la minaccia di misure punitive contro le società considerate responsabili delle violazioni. L'estensione geografica degli interventi annunciati rappresenta un cambiamento rispetto alle operazioni concentrate prevalentemente nelle acque dello stretto, dove l'Iran cerca di imporre proprie condizioni alla navigazione mercantile.

Una superpetroliera esplode dopo aver urtato una mina

Sabato 10 ottobre, i Guardiani della rivoluzione hanno riferito di un ulteriore incidente che avrebbe coinvolto una superpetroliera nello stesso passaggio marittimo. Secondo una dichiarazione ripresa da Tasnim e dall'agenzia Anadolu, la nave avrebbe urtato una mina navale mentre tentava di uscire attraverso una rotta meridionale non autorizzata, provocando una violenta esplosione visibile anche dalla costa. I militari iraniani hanno sostenuto che l'imbarcazione avesse disattivato i sistemi di navigazione e posizionamento prima di affrontare il percorso. Il resoconto non è stato verificato indipendentemente e non sono stati comunicati il nome della nave, la bandiera, l'identità dell'armatore o eventuali conseguenze per l'equipaggio.

Gli attacchi hanno già avuto effetti misurabili sul traffico commerciale. Secondo i dati della società di analisi Kpler citati da Reuters, martedì 6 ottobre soltanto sette navi adibite al trasporto di materie prime hanno attraversato lo stretto, il livello più basso dal 23 luglio. I movimenti di greggio attraverso il passaggio si sono attestati intorno a 10,1 milioni di barili al giorno, circa il 74% dei volumi precedenti alla guerra. Le esportazioni attraverso altre infrastrutture, comprese quelle sul Mar Rosso e lungo la costa del Golfo di Oman, hanno invece contribuito a compensare parte delle interruzioni, raggiungendo complessivamente 6,7 milioni di barili giornalieri.

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