Ucciso in carcere Ian Watkins, l'ex cantante dei Lostprophets
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Ian Watkins, l'ex frontman della band gallese Lostprophets, è stato ucciso con un coltello all'interno della prigione di Wakefield, un istituto di massima sicurezza nello Yorkshire noto per ospitare alcuni dei criminali più pericolosi del Regno Unito. L'episodio mortale, che ha posto fine alla vita del musicista condannato per una lunga serie di crimini efferati di pedofilia, è avvenuto sabato scorso, undici anni dopo la sua condanna a trentacinque anni di reclusione. L'aggressione, che si è configurata come un vero e proprio agguato, ha causato ferite talmente gravi da risultare letali in breve tempo, nonostante l'intervento del personale penitenziario e medico. Watkins, il cui nome era diventato sinonimo di depravazione dopo il processo che lo aveva visto imputato, incluso il tentato stupro di un neonato, aveva già subito un attacco da parte di altri detenuti nell'agosto del 2023, un episodio dal quale era uscito fortunosamente illeso.
Gli arresti e le accuse formali
A seguito dell'omicidio, le autorità hanno arrestato due detenuti, i quali sono stati formalmente accusati dell'uccisione del cantante. I due uomini, le cui generalità sono state confermate dalle forze dell'ordine, hanno già fatto la loro comparsa dinanzi alla Corte dei Magistrati di Leeds, un passaggio giudiziario che sancisce l'inizio del procedimento a loro carico. Entrambi gli imputati, di venticinque e quarantatré anni, non si sono dichiarati colpevoli di fronte alle accuse rivoltegli, scegliendo dunque di percorrere la strada del processo. La loro posizione giuridica, come prevede il sistema britannico, rimane in attesa delle successive valutazioni, mentre le indagini proseguono per ricostruire con precisione la dinamica e le motivazioni dell'accaduto.
Un precedente attacco nella stessa struttura
Quello di sabato scorso non rappresenta, del resto, il primo tentativo di violenza ai danni di Watkins all'interno del carcere di Wakefield. Soltanto pochi mesi prima, nell'agosto del 2023, il musicista era stato infatti aggredito da altri carcerati, in un episodio che aveva già sollevato interrogativi circa la sua sicurezza nell'istituto penitenziario. In quell'occasione, sebbene l'intento dei suoi aggressori fosse chiaramente ostile, l'ex cantante ne era uscito con ferite non considerate gravi, riuscendo a scamparla. Molti, osservando la sua storia detentiva, avevano pronosticato che un epilogo del genere fosse solo questione di tempo, data la natura particolarmente odiata dei reati per i quali stava scontando la pena.
Il peso di una condanna infamante
La lunga pena detentiva che Watkins stava scontando, inizialmente fissata in ventinove anni e poi incrementata a trentacinque, derivava da una sentenza che lo aveva riconosciuto colpevole di reati sessuali di una gravità inaudita, commessi ai danni di bambini in tenerissima età. Tra i capi d'accusa, che avevano sconvolto l'opinione pubblica e i fan della sua band, spiccava con orrore il tentativo di stupro di una neonata, figlia di un sostenitore del gruppo. Questi crimini, che lo avevano trasformato in un emblema del male assoluto agli occhi di molti, ne avevano di fatto segnato il destino anche all'interno del sistema carcerario, dove la sua figura era costantemente esposta a rischi elevati.




