Cupra Raval, il test drive della “ribelle” elettrica che accelera senza urlare

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Barcellona, quartiere El Raval. Il sole colpisce le vetrate del Macba, ma a richiamare l’attenzione, lungo le strade strette del centro storico, è un’altra creatura dal piglio deciso: la nuova Cupra Raval. Siamo volati in Spagna per mettere le mani – o meglio, le mani sul volante – della versione più cattiva della gamma, la Launch Edition VZ, quella che con i suoi 226 cavalli (e 290 Nm di coppia) promette di scuotere il segmento delle compatte elettriche senza però costringerti a un patto di ferro con la scomodità. Il contesto, va detto, non è casuale: il marchio spagnolo ha pescato il nome dal cuore pulsante e multietnico di Barcellona, cercando di tradurre in lamiera quell’energia un po’ ribelle e fuori dagli schemi. E a giudicare dalle linee tese e spigolose – niente forme morbide o rassicuranti – l’operazione riesce almeno sul piano estetico, con quella verniciatura opaca e i dettagli in rame che le conferiscono un portamento da hot hatch purosangue.

Quadro tecnico e prestazioni: il “go-kart” che non stanca

Sotto il cofano, o meglio sotto il pavimento, la piattaforma MEB+ del gruppo Volkswagen ospita una batteria da 52 kWh (chimica NMC) che, nel caso specifico della VZ, garantisce un’autonomia dichiarata di circa 400 chilometri. Non aspettatevi l’accelerazione brutale che ti inchioda al sedile di certe supersportive elettriche, perché qui l’approccio è diverso: lo scatto da 0 a 100 km/h è coperto in 6,8 secondi, un tempo più che dignitoso per muoversi agilmente nel traffico o divertirsi tra le curve, ma l’anima della vettura va cercata altrove. Il telaio è stato ribassato di 15 millimetri rispetto alle sorelle più tranquille del gruppo, mentre le sospensioni adattive DCC Sport offrono ben 15 livelli di regolazione. Il risultato? Un assetto che in modalità Comfort scivola via sui dossi senza troppi complimenti, ma che selezionando la modalità “Cupra” si irrigidisce a dovere, trasformando la Raval in un oggetto divertente e granitico, capace di restare incollato all’asfalto anche sui tornanti della Serra di Collserola. Il differenziale elettronico a slittamento limitato fa il resto, azzerando quasi del tutto il sottosterzo e regalandoti una precisione rara per una trazione anteriore di questo segmento.

L’errore dei comandi touch e la questione seduta

Se la dinamica di guida convince, lo stesso non si può dire per l’interfaccia uomo-macchina. Cupra, pur avendo fatto marcia indietro rispetto ad alcuni eccessi del passato – il volante torna fortunatamente ad avere pulsanti fisici, cosa che non guasta – insiste ancora troppo sul tatto per la gestione del clima. Regolare la temperatura o il flusso d’aria richiede di distogliere lo sguardo dalla strada per interagire con un cursore touch sul display centrale, una scelta che nella guida di tutti i giorni risulta macchinosa e poco intuitiva, anche perché il sistema centrale da 12,9 pollici, sebbene fluido, ti costringe a navigare nei menu per operazioni semplici. C’è poi la questione della posizione di guida. Nonostante l’aspetto grintoso e i bei sedili a guscio (in edizione VZ sono avvolgenti senza essere claustrofobici), la seduta risulta generalmente alta, una caratteristica che stona un po’ con l’anima sportiva che la macchina prova a comunicare. Sembra quasi di stare “sopra” l’auto piuttosto che “dentro”, e se da un lato questo migliora la visibilità nel caos urbano, dall’altro riduce leggermente quella sensazione di simbiosis tipica delle hatchback più riuscite.

Spazi da segmento superiore e prezzi di lancio

Non lasciatevi ingannare dalla lunghezza di poco più di 4 metri, perché dentro la Raval c’è un piccolo miracolo di architettura. Il passo generoso (2.599 mm) consente a quattro adulti di viaggiare senza stridore di gomiti, e il divano posteriore, sebbene per un quinto passeggero diventi un po’ stretto, offre un comfort insospettabile per una macchina pensata principalmente per la città. Anche il bagagliaio da 441 litri è un dato da categoria superiore, capace di ingoiare senza problemi il bagaglio di un weekend lungo. Parlando di numeri, al momento del lancio la gamma è articolata in tre edizioni speciali: la Launch Edition (211 CV) parte da 29.950 euro, la Plus sale a 33.950 euro mentre la VZ top di gamma tocca quota 39.950 euro, cifre che scontano ovviamente il lancio in pompa magna. Più avanti arriverà la versione base con batteria da 37 kWh e 116 cavalli, quella che dovrebbe avvicinarsi alla soglia psicologica dei 26.000 euro, rendendo l’offerta decisamente più concreta per chi cerca solo un muletto elegante per la città. La produzione è già partita in questi giorni a Martorell, con le prime consegne ai clienti previste per l’estate.

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