Pogacar e Alaphilippe troppo entusiasti nell’attacco, ma a sorpresa trionfa Skjelmose all’Amstel Gold Race
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Redazione Sport
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Tadej Pogacar, che pure aveva provato a forzare la mano con un attacco in solitaria come suo solito, questa volta ha dovuto inchinarsi alla leggerezza di Mattias Skjelmose, capace di ribaltare ogni pronostico nella 60ª edizione dell’Amstel Gold Race. Lo sloveno, fresco campione del mondo e dominatore indiscusso delle classiche di questo inizio stagione, aveva lanciato la sua offensiva in compagnia di Julian Alaphilippe, ma l’entusiasmo iniziale si è scontrato con una rivalsa inaspettata. «Siamo stati forse troppo precipitosi», ha ammesso Pogacar, che ha chiuso secondo, sfiorando la vittoria per un soffio. «Se la linea del traguardo fosse stata cinque metri più avanti…».
Quella che si è consumata sui tornanti del Limburgo olandese, però, è stata soprattutto la consacrazione di Skjelmose, capace di tenere testa non solo a Pogacar ma anche a Remco Evenepoel, reduce da un periodo complicato tra infortuni e rientri. Il danese della Lidl-Trek, inizialmente in difficoltà, ha saputo gestire le energie fino allo sprint finale, dove ha sorpreso entrambi i big. «Non credevo di poter fare una cosa del genere», ha confessato, dedicando il trionfo al nonno. «Pensavo solo a resistere, ma quando ho visto che erano al limite, ho tentato tutto».
Evenepoel, dal canto suo, ha dimostrato di essere tornato ai livelli che lo hanno reso campione olimpico e iridato a cronometro, pur senza riuscire a chiudere l’impresa. Intanto Wout van Aert, sempre presente nelle posizioni di vertice, conferma una stagione di grande regolarità.




