Strage di Crans-Montana, la procura conferma la presenza di un'uscita di sicurezza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La procuratrice generale del Cantone Vallese, Beatrice Pilloud, ha chiarito gli aspetti investigativi più urgenti riguardo all'incendio che, nella notte di Capodanno, ha devastato il bar "Le Constellation" a Crans-Montana, causando decine di vittime. In un'intervista alla televisione svizzera Rts, Pilloud ha confermato che nel locale era presente un'uscita di sicurezza, un particolare tecnico che acquisisce rilievo nelle indagini volte a ricostruire le dinamiche della tragedia. La magistrata ha specificato che, allo stato attuale, non vi sono indagati e non è stata formalizzata alcuna ipotesi di reato per il rogo, il che delimita un perimetro giudiziario ancora in una fase di raccolta e vaglio degli elementi.

I gestori ascoltati come informatori

I proprietari del locale, i francesi Jacques e Jessica Moretti, sono stati uditi dagli inquirenti nel ruolo di persone informate sui fatti, una qualifica che sottolinea come nei loro confronti non possano essere applicate misure coercitive, poiché la legge li considera innocenti fino a eventuale condanna definitiva. La procura valdese, la quale coordina un'indagine complessa per omicidio colposo, lesioni personali e incendio, sta esaminando con attenzione ogni dettaglio, compreso il ruolo della schiuma insonorizzante che rivestiva il soffitto, la quale, stando alle prime valutazioni, avrebbe contribuito alla rapida propagazione delle fiamme.

Il bilancio delle vittime italiane

Tra le quaranta persone decedute, il numero più alto di vittime straniere proviene dall'Italia, con diversi giovani ancora dati per dispersi. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, recatosi sul luogo della sciagura, ha fornito un aggiornamento sul numero dei connazionali coinvolti: quattordici sono i feriti accertati, con tre di loro in procinto di essere trasferiti all'ospedale Niguarda di Milano, dove già altri quattro sono ricoverati. Due ragazzi, gravemente ustionati, sono invece curati in una struttura specializzata a Zurigo e, stando a quanto riferito dal capo della protezione civile, vi è una fondata certezza che siano italiani.

Le identificazioni in corso

Procede, tra immense difficoltà, il lavoro di riconoscimento delle vittime, un processo che le autorità svizzere stanno svolgendo in collaborazione con i mezzi investigativi italiani. Dopo l'identificazione di Chiara Costanzo, il cui padre è stato convocato per il penoso riconoscimento, le autorità hanno potuto confermare ufficialmente anche i nomi di Giovanni Tamburi, Emanuele Galeppini e Achille Barosi. Si tratta di tre dei sei ragazzi italiani la cui sorte era rimasta incerta nei giorni caotici seguiti alla strage, un bilancio provvisorio che rispecchia una delle pagine più drammatiche degli ultimi anni per i giovani del nostro paese all'estero.

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