La strage di Crans-Montana, l'inchiesta e i dispersi: aggiornamenti dalla procura

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La procura del Vallese, attraverso la voce della procuratrice generale Beatrice Pilloud, ha fornito alcuni chiarimenti sulle indagini in corso riguardo all'incendio divampato nella notte di Capodanno nel locale "Le Constellation" di Crans-Montana, una tragedia che ha provocato la morte di numerosi giovani e che ha ferito profondamente, anche al di là dei confini nazionali, l'opinione pubblica. Pilloud, in un'intervista alla televisione svizzera Rts, ha confermato l'esistenza di una uscita di sicurezza all'interno del disco-bar, un elemento, questo, che appare destinato a rivestire una certa importanza nel prosieguo delle verifiche tecniche e degli accertamenti di polizia giudiziaria. La magistrata ha inoltre specificato che, allo stato attuale, non sussistono ipotesi di reato formalizzate e che non vi è alcun indagato ufficiale per il rogo, il che non preclude, naturalmente, la possibilità che il quadro giuridico possa evolversi rapidamente sulla scorta delle prove raccolte.

La posizione dei gestori e il quadro delle vittime

I proprietari del locale, i francesi Jacques e Jessica Moretti, sono stati ascoltati dalle autorità elvetiche nella veste di "persone informate sui fatti", una qualifica che, come ha tenuto a sottolineare la procuratrice, esclude l'applicazione di misure coercitive nei loro confronti poiché essi, in base al principio di presunzione di innocenza, sono considerati estranei a qualsiasi responsabilità penale fino a prova contraria. Parallelamente, il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, recatosi sul luogo della sciagura, ha fatto il punto sulla condizione dei connazionali coinvolti, confermando che gli italiani feriti sono quattordici e che tre di essi sono in attesa di essere trasferiti all'ospedale Niguarda di Milano, una struttura nella quale sono già ricoverati, in condizioni che necessitano di cure specialistiche, altri quattro giovani.

Il doloroso capitolo dei dispersi e il caso di Sofia

Sul fronte ancor più drammatico delle persone delle quali si è persa ogni traccia, Tajani ha dichiarato di non possedere "nuove notizie" riguardo ai sei cittadini italiani ancora ufficialmente registrati come dispersi in seguito alla strage. Tra di essi, soltanto da poco è emerso pubblicamente il nome di Sofia Prosperi, una ragazza di quindici anni con doppia cittadinanza italo-svizzera. Nata e cresciuta a Castel San Pietro, nel Canton Ticino, da una famiglia di origine romana, Sofia era quella sera al pub insieme a un gruppo di amiche, condividendo la speranza di festeggiare l'arrivo del nuovo anno, una normalità che si è tragicamente interrotta in pochi, concitati minuti.

L'avvio formale dell'azione penale

Nonostante le precedenti dichiarazioni della procura vallesana che escludevano la presenza di indagati, le autorità investigative svizzere hanno successivamente comunicato l'apertura di un'inchiesta penale a carico proprio dei due gestori francesi de "Le Constellation". La polizia e la procura hanno reso noto che i due sono accusati, allo stato, di omicidio colposo per negligenza, di lesioni rali sempre per negligenza e di incendio anch'esso per negligenza, reati la cui contestazione segna un passaggio procedurale significativo. Questa evoluzione giudiziaria, che si concentra sul tema cruciale della sicurezza del locale e sulle presunte responsabilità nella gestione dello stesso, apre ora una fase delicatissima, dove gli investigatori dovranno ricostruire con precisione millimetrica la catena degli eventi e delle eventuali omissioni che portarono al disastro.

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