La Ferrari "Luce" e l'ombra di Mazda: una disputa sul nome che infiamma il settore
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Redazione Economia
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Nel panorama dell'industria automobilistica internazionale si sta giocando una partita fatta di ambizioni, innovazione e diritti, in cui il lancio della Ferrari Luce segna una svolta storica per la casa di Maranello. Non si tratta soltanto della prima auto elettrica firmata Ferrari, ma anche dell’innesco di una complessa disputa che coinvolge la registrazione del marchio e la memoria storica di un nome che evoca epoche diverse, seppur sempre di grande rilevanza nel settore automotive. La nuova supercar elettrica di Maranello, la Ferrari Luce, ha rischiato di inciampare in un ostacolo legale prima ancora di scendere in strada. Il pomo della discordia? Il termine “Luce”, già utilizzato da Mazda per una storica berlina prodotta tra il 1966 e il 1991. Nonostante il marchio giapponese avesse registrato nuovamente il nome in Giappone il 4 marzo 2026, Ferrari aveva già depositato il marchio in Italia il 9 febbraio dello stesso anno.
Una questione di date e di territori
Il tempismo, in queste vicende, è tutto e quello che caratterizza la sovrapposizione tra le due richieste appare quantomeno singolare. Ferrari ha compiuto il suo passo formale a febbraio, anticipando di poche settimane la mossa di Mazda, la quale ha depositato il medesimo nome presso l'ufficio brevetti giapponese all'inizio di marzo. Se da un lato la casa nipponica può vantare un legame storico con questa denominazione, che appartiene al suo patrimonio di modelli iconici del passato, dall'altro è innegabile che l'operazione di ri-registrazione, avvenuta a ridosso dell'annuncio di Maranello, abbia tutto il sapore di una mossa difensiva volta a proteggere un'eredità che si vorrebbe preservare. La situazione, al momento, vede due registrazioni valide in due aree geografiche distinte: l'Italia per il Cavallino e il Giappone per la casa di Hiroshima, creando di fatto un potenziale conflitto che potrebbe estendersi ad altri mercati qualora le reciproche rivendicazioni dovessero intensificarsi.
Il peso della storia: la Luce secondo Mazda
Per comprendere la posizione della casa giapponese è necessario fare un passo indietro nel tempo e ripercorrere le tappe di un modello che ha scritto pagine importanti della sua storia. La Mazda Luce non fu un'auto qualsiasi, bensì un'ammiraglia di prestigio che rappresentò il meglio della tecnologia e del design nipponico per oltre un quarto di secolo, e la cui commercializzazione in alcuni paesi avvenne anche sotto la denominazione di Mazda 929. Questo modello, specialmente nella sua declinazione Rotary Coupé della fine degli anni Sessanta, è ancora oggi ricordato con affetto dagli appassionati, e il fatto che Mazda stessa abbia richiamato quelle linee con il concept Vision Coupé presentato nel 2017 dimostra quanto quel retaggio sia ancora vivo e vegeto nella cultura aziendale. Non si tratta quindi di una semplice parola, ma di un pezzo di identità che l'azienda intende tutelare, anche per evitare che l'uso da parte di un altro costruttore possa creare confusione o, peggio, diluire nel tempo la memoria di un pezzo della propria tradizione.
La posizione di Ferrari e i precedenti nel settore
Di fronte a questa impasse, la risposta di Maranello non si è fatta attendere e ha cercato di fare chiarezza, rivendicando la legittimità della propria iniziativa. La società italiana ha fatto sapere di aver effettuato tutte le verifiche del caso prima di procedere al deposito, e di aver riscontrato che i diritti precedentemente detenuti da Mazda sul nome Luce non fossero più in vigore al momento della propria richiesta. Forte di questo accertamento, Ferrari ritiene di avere il diritto di utilizzare la denominazione “Ferrari Luce” a livello globale, e di aver agito nel pieno rispetto delle normative internazionali che regolano la proprietà intellettuale. La storia dell'automobile, d'altronde, è costellata di esempi di convivenza forzata tra nomi simili o identici, come dimostrano i casi di Bentley e Lincoln con il termine “Continental”, o di BMW e Citroën con la sigla “XM”, che hanno convissuto senza particolari attriti. E non mancano neppure gli esempi contrari, in cui una delle parti è stata costretta a fare marcia indietro, come accadde ad Alfa Romeo che, dopo pressioni politiche, dovette trasformare il crossover “Milano” in “Junior”.
L'attesa per il debutto e i primi avvistamenti
Mentre gli uffici legali delle due case probabilmente sono già al lavoro per trovare una composizione della vicenda, la macchina comunicativa di Ferrari non si ferma e prosegue nel suo cammino di avvicinamento al debutto ufficiale, previsto per la fine di maggio a Roma. La fase di testing della vettura, del resto, è in pieno svolgimento e non è passata inosservata. Nei giorni scorsi, un prototipo pesantemente camuffato della Luce è stato avvistato e immortalato per le strade di Merate, in provincia di Lecco, suscitando la curiosità degli appassionati locali. I tecnici del Garage San Carlo, che hanno ripreso il muletto mentre percorreva le vie della cittadina brianzola, hanno parlato di un'autovettura resa irriconoscibile da pellicole e pannelli posticci, una pratica standard per celare le linee definitive prima della presentazione ufficiale. In attesa di scoprire se prevarrà il diritto di cronaca o la diplomazia tra i due colossi, quel che è certo è che la Ferrari elettrica, con i suoi oltre mille cavalli e la firma stilistica di Jony Ive, l'ex designer Apple, continua a catalizzare l'attenzione, e la questione del nome non fa che aumentare l'attesa attorno a lei.
Description: La Ferrari Luce, prima elettrica di Maranello, finisce al centro di una disputa con Mazda per l'omonimia con un modello storico giapponese. La vicenda legale e i primi avvistamenti.




