Ferrari Luce, la quietanza di Mazda che chiude la disputa sul nome
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Redazione Economia
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L’affaire legato all’intellettuale proprietà che minacciava di offuscare il lancio della prima elettrica di Maranello si risolve in una forma di signorile distensione. A distanza di settimane dalle prime, inevitabili, tensioni diplomatiche – scatenate dalla scoperta che il termine “Luce” rappresentava un tassello fondamentale nella storia produttiva della casa giapponese – arriva una presa di posizione ufficiale che spazza via ogni residuo dubbio circa la possibilità di vedere il Cavallino Rampante affiancato da quel vocabolo così denso di significati, dal momento che in italiano evoca tanto l’energia elettrica quanto la luminosità del nuovo corso.
La mossa preventiva di Hiroshima e la replica da Maranello
Era accaduto che i colleghi australiani di CarExpert avessero portato alla luce un dettaglio non secondario: a inizio marzo, la Mazda aveva depositato nuovamente il marchio “Luce” presso l’ufficio brevetti giapponese. La tempistica, sospetta solo in apparenza, cadeva a poche settimane dall’annuncio ufficiale di Ferrari, avvenuto il 9 febbraio, quando la casa emiliana aveva svelato il nome della sua attesissima BEV. Il nome, va detto, per Mazda non era affatto un’idea nuova, ma un pezzo di archeologia industriale: una berlina premium, la Luce per l’appunto, che tra il 1966 e il 1991 ne aveva segnato l’ammiraglia. Un retaggio che la casa nipponica aveva perfino richiamato nel 2017, quando presentò la concept Vision Coupé, definendola proprio come un “omaggio rispettoso alla sua tradizione”, con un riferimento esplicito alla Mazda Luce Rotary Coupé del 1969.
La risposta iniziale di Ferrari, filtrata attraverso i media specializzati, era stata improntata a una certa fermezza: la società guidata da Benedetto Vigna rivendicava il diritto all’uso del nome in ambito globale, forte di registrazioni effettuate secondo il diritto internazionale. Un portavoce aveva fatto sapere che tutte le ricerche preventive erano state condotte e che non erano emersi diritti attivi di terzi in conflitto con i propri, un modo per affermare che il perimetro legale era stato tracciato ben prima che la questione assumesse i contorni di una polemica pubblica.
La rinuncia alla battaglia legale e il valore della memoria storica
A placare definitivamente le acque è stata una nota proveniente direttamente dal quartier generale di Hiroshima, riportata in questi giorni da testate come La Stampa, che ha scelto una linea di condotta improntata al realismo più che al contenzioso. Mazda ha spiegato di continuare a mantenere attive le registrazioni dei marchi relativi ai nomi dei propri modelli storici più iconici – e tra questi rientra a pieno Titolo “Luce” – riservandosi così la possibilità di utilizzarlo in futuro sul mercato domestico. Tuttavia, e qui sta il passaggio cruciale che chiude il “caso”, l’azienda ha specificato in modo categorico di non intendere “in alcun modo ostacolare l’utilizzo del nome Ferrari Luce”, né di avere alcuna intenzione di intraprendere azioni legali in merito.
Si tratta di una scelta che evita un dispendio di energie processuali che, data la diversa collocazione di mercato dei due brand, sarebbe apparso probabilmente sproporzionato. La Ferrari, dal canto suo, ha sempre guardato alla vicenda con la serenità di chi sa di poter contare su un trademark complesso – “Ferrari Luce” – la cui forza distintiva è tale da scongiurare qualsiasi rischio di confusione per il consumatore finale, anche in un Paese sofisticato come il Giappone.
Le complessità della tutela globale e le tempistiche incrociate
La vicenda, al di là della sua conclusione pacifica, ha messo in luce le asperità della protezione intellettuale in un settore globale come quello automobilistico. La registrazione da parte di Mazda in Giappone, avvenuta il 4 marzo, si è infatti sovrapposta a un’azione già intrapresa da Ferrari mesi prima. Documenti ufficiali indicano che la casa di Maranello aveva già depositato il nome “Luce” presso l’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (WIPO) il 12 settembre 2025, con una validità decennale, oltre ad aver ottenuto la tutela nell’Unione Europea tramite l’EUIPO a partire dal 9 febbraio 2026.
In Giappone, tuttavia, le leggi nazionali hanno l’ultima parola, e in questo specifico territorio la priorità temporale del deposito spettava a Mazda. Ciò avrebbe potuto creare un’anomalia, con la Ferrari Luce che avrebbe rischiato di dover adottare una denominazione diversa proprio in uno dei mercati asiatici più rilevanti. L’apertura dimostrata dalla casa giapponese ha dunque scongiurato questa ipotesi, permettendo a Maranello di procedere senza intoppi verso l’appuntamento di maggio, quando la nuova vettura verrà finalmente tolta dai veli.




