Luca Milani (Pd) difende il Manifesto di Ventotene, la Meloni lo attacca

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il capogruppo del PD Luca Milani ha portato all’attenzione dell’Aula le critiche della Fondazione “Ernesto Rossi - Gaetano Salvemini” riguardo all’uso strumentale della storia, denunciando una lettura distorta e decontestualizzata del “Manifesto per un’Europa libera e unita”. Secondo Milani, estrapolare singoli passi per fini polemici significa offendere la memoria di chi, come Spinelli, Rossi e Colorni, pagò con il carcere e il confino la lotta contro il fascismo. Scritto nel 1941 durante l’isolamento forzato sull’isola di Ventotene, il documento – pietra angolare del federalismo europeo – torna al centro del dibattito politico in un momento di aspre divisioni sull’identità dell’UE.

Il Consiglio comunale, intanto, ha approvato due ordini del giorno che riconoscono l’attualità del Manifesto, ribadendone il valore storico e ideale. Una presa di posizione che contrasta con le recenti polemiche sollevate da Fratelli d’Italia, la cui leader Giorgia Meloni ha definito il testo un “muro” da abbattere, come suggerisce una grafica apparsa sui social del partito, accompagnata dallo slogan “Abbattuto l’ultimo muro”. Un’allusione alla volontà di superare quelle che la destra considera eredità ideologiche superate, sebbene il Manifesto sia tuttora riferimento per i movimenti europeisti.

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