Colosimo querela l’attivista di Our Voice, Scarpinato attacca il governo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La querela presentata da Chiara Colosimo contro l’attivista antimafia Jamil El Sadi ha acceso un nuovo scontro politico attorno al tema delle stragi e al lavoro della Commissione parlamentare Antimafia. A intervenire è stato Roberto Scarpinato, senatore del Movimento 5 Stelle ed ex procuratore generale di Palermo, che ha definito la vicenda “la punta dell’iceberg di una questione esplosa da quando si è insediato il governo Meloni”. Il caso riguarda le dichiarazioni pronunciate da El Sadi durante la commemorazione del 19 luglio 2025 in via D’Amelio, organizzata dal movimento delle Agende Rosse guidato da Salvatore Borsellino.

Secondo quanto reso noto dall’associazione Our Voice, l’attivista è stato denunciato per diffamazione dopo un intervento pubblico nel quale aveva contestato le scelte investigative sulle stragi e accusato la Commissione Antimafia di “depistaggio istituzionale”. Il video del discorso è stato pubblicato sui canali social dell’associazione e ha provocato la reazione della presidente della Commissione nazionale Antimafia, Chiara Colosimo. Our Voice ha replicato sostenendo di non voler arretrare rispetto al diritto di critica politica nei confronti di figure che ricoprono incarichi istituzionali.

Le dichiarazioni di Scarpinato sulle stragi e il clima politico

Nel suo intervento pubblico, Roberto Scarpinato ha collegato la querela contro Jamil El Sadi a un contesto più ampio che riguarda il dibattito sulle stragi mafiose e il rapporto tra istituzioni e attivismo antimafia. Il senatore M5S sostiene che la vicenda non rappresenti un episodio isolato, ma un segnale di un clima che coinvolge chi continua a chiedere verità sulle stragi. Le sue parole arrivano dopo giorni di polemiche legate al lavoro della Commissione Antimafia e alle contestazioni emerse durante le commemorazioni di via D’Amelio.

Scarpinato ha parlato apertamente di intimidazione verso chi interviene pubblicamente su temi delicati come le indagini sulle stragi e i presunti depistaggi. Le sue dichiarazioni si inseriscono in un confronto politico già acceso attorno alla figura di Chiara Colosimo, presidente della Commissione parlamentare Antimafia ed esponente di Fratelli d’Italia. La querela contro l’attivista di Our Voice ha così assunto rapidamente una dimensione nazionale, coinvolgendo esponenti politici, movimenti antimafia e realtà associative impegnate sul fronte della memoria delle vittime di mafia.

Chi è Jamil El Sadi e cosa è successo in via D’Amelio

Jamil El Sadi ha 27 anni, è nato a Rimini da una famiglia di origine palestinese, vive a Palermo ed è tra i fondatori di Our Voice, associazione antimafia composta soprattutto da studenti. Collabora inoltre con il sito Antimafia2000. Il suo intervento del 19 luglio 2025 era avvenuto dal palco della commemorazione organizzata in via D’Amelio in ricordo delle vittime della strage nella quale morirono Paolo Borsellino e gli agenti della scorta.

Durante il discorso, l’attivista aveva criticato il lavoro della Commissione Antimafia sul tema delle stragi, contestando alcune scelte investigative e utilizzando espressioni molto dure nei confronti dell’organo parlamentare. Quelle affermazioni hanno portato Chiara Colosimo a presentare querela per diffamazione. Dopo la notizia della denuncia, Our Voice ha diffuso una presa di posizione pubblica nella quale rivendica il diritto di critica politica e respinge ogni tentativo di intimidazione nei confronti dell’associazione e dei suoi attivisti.

La vicenda continua intanto ad alimentare il confronto attorno al ruolo della Commissione Antimafia, alle commemorazioni delle stragi e al rapporto tra istituzioni e movimenti che chiedono chiarezza sui fatti di via D’Amelio. Le parole di Scarpinato hanno contribuito ad amplificare il caso, trasformando la querela contro Jamil El Sadi in un nuovo terreno di scontro politico sul tema della memoria delle stragi mafiose e delle responsabilità istituzionali.

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