Sciopero dei magistrati: a Lodi adesione totale contro la riforma Nordio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A Lodi, il 100% dei magistrati del Tribunale e della Procura ha aderito oggi allo sciopero indetto dall’Associazione Nazionale Magistrati (Anm), in segno di protesta contro il disegno di legge sostenuto dal governo Meloni che propone la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. La mobilitazione, che ha coinvolto anche altre città italiane, si inserisce in un contesto di forte tensione tra le toghe e l’esecutivo, con i magistrati che rivendicano la difesa dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, valori considerati fondamentali per garantire un sistema giudiziario equo e imparziale.

«La nostra autonomia e indipendenza sono un bene comune da proteggere, nell’interesse di tutti i cittadini, consapevoli o meno dei rischi che una riforma di questo tipo potrebbe comportare», hanno sottolineato i rappresentanti dell’Anm. La protesta, che ha visto i magistrati sventolare la Costituzione come simbolo di resistenza, si è svolta in modo coordinato in diverse città, con momenti di particolare intensità a Roma, Milano e Napoli. Nella capitale, un centinaio di toghe si sono radunate sulla scalinata del Palazzo della Corte di Cassazione, in piazza Cavour, esibendo coccarde tricolori e leggendo articoli della Carta costituzionale.

A Napoli, l’appuntamento si è trasformato in un dibattito pubblico nella biblioteca Tartaglione del Palazzo di Giustizia, dove è stato letto l’articolo 103 della Costituzione, che sancisce l’autonomia dell’ordine giudiziario. All’evento hanno partecipato figure di spicco come il procuratore della Repubblica Nicola Gratteri e il procuratore generale della Corte d’Appello Aldo Policastro, entrambi presenti per ribadire il loro sostegno alla causa.

Il governo, da parte sua, ha mantenuto una posizione ferma, affermando che la riforma andrà avanti ma lasciando spazio al confronto. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, autore della proposta, ha ribadito che l’obiettivo è modernizzare il sistema giudiziario, garantendo maggiore efficienza e trasparenza. Tuttavia, i magistrati temono che la separazione delle carriere possa minare l’equilibrio attuale, riducendo l’indipendenza della magistratura e aprendo la strada a interferenze politiche.

La protesta di oggi riprende il copione già visto durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario, con toghe, coccarde e Costituzione in mano a fare da filo conduttore. Ma questa volta, il tono è stato più deciso, con una partecipazione massiccia che ha coinvolto non solo i grandi centri urbani ma anche realtà più piccole come Lodi, dove l’adesione è stata totale.

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