Terremoto in Cile, evacuazione per l’allarme tsunami dopo la scossa di magnitudo 7.5
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Redazione Esteri
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Un sisma di magnitudo 7.5 ha colpito l’estremo sud del Cile, scatenando l’evacuazione delle zone costiere per il timore di un’onda anomala. L’epicentro, localizzato a 218 chilometri a sud di Puerto Williams, è stato registrato alle 8.58 ora locale a una profondità di 10 chilometri, come confermato dal Centro sismologico nazionale cileno. Le immagini diffuse sui social mostrano la fuga dei residenti, mentre le sirene d’allarme risuonavano lungo la costa della regione di Magallanes, dove il presidente Gabriel Boric ha ordinato lo sgombero preventivo.
L’allerta tsunami, estesa anche al Territorio antartico cileno, ha spinto le autorità a mobilitare la Protezione Civile (Senapred), che monitora possibili ripercussioni sulle basi di ricerca. Sebbene non si siano ancora verificati danni ingenti, la vicinanza dell’ipocentro alle acque oceaniche ha alimentato il timore di maremoti, scenario non infrequente in un Paese abituato a convivere con l’attività sismica.
Le operazioni di evacuazione, condotte con procedure già collaudate, hanno interessato principalmente le aree più esposte, mentre i servizi di emergenza restano in allerta per valutare eventuali criticità. Il Cile, che sorge lungo la cintura di fuoco del Pacifico, è uno dei territori più sismici al mondo, come dimostrato dal terremoto del 2010, che causò centinaia di vittime e uno tsunami devastante.




