Crollo a Bari: demolizioni controllate e sfollati in attesa di risposte
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Redazione Interno
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Il crollo della palazzina in via Pinto 6, avvenuto alle 18.44 del 5 marzo, ha lasciato dietro di sé non solo macerie, ma una serie di interrogativi e fronti aperti che coinvolgono istituzioni, residenti e inquirenti. Mentre si procede con demolizioni controllate e operazioni di messa in sicurezza, le prime famiglie hanno iniziato a fare ritorno alle proprie abitazioni, ma per molti l’emergenza è ancora lontana dall’essere risolta.
La Procura, da un lato, è chiamata a fare luce sulle cause del crollo e a individuare eventuali responsabilità penali, mentre il Comune deve garantire la sicurezza degli edifici circostanti e assicurare accoglienza a chi, da quattro giorni, si trova senza un tetto. Tra questi, ci sono i residenti del palazzo di cinque piani in via De Amicis, dichiarato inagibile un anno fa e poi crollato, e quelli degli edifici vicini che hanno subito danni. Molti di loro, singolarmente o in gruppo, si stanno già muovendo per intraprendere battaglie legali, affidandosi ad avvocati con l’obiettivo di ottenere giustizia e risarcimenti.
Intanto, tra le macerie di via Pinto, scene di sciatteria hanno fatto discutere: consiglieri comunali e del Municipio 2 sono stati immortalati mentre si scattavano selfie sorridenti, sollevando dubbi su chi avesse il compito di vigilare affinché lo stabile, abitato fino all’ultimo, non rappresentasse un pericolo. Domande che si estendono anche alla gestione dell’isolato di via De Amicis, dove tonnellate di detriti hanno trasformato strade un tempo tranquille in zone off-limits, a pochi passi dagli uffici comunali e dal presidio della polizia locale.
Per gli sfollati, la domenica è trascorsa in modo diverso dal solito. Ospitati nell’hotel Nicolaus, molti di loro hanno espresso la volontà di non voler più tornare nelle proprie case, segnate da un trauma che va oltre i danni materiali. Il Comune ha garantito loro una sistemazione temporanea fino a mercoledì, ma il futuro rimane incerto, in attesa degli sviluppi delle indagini e dei lavori necessari per rendere nuovamente sicura l’area.




