Ravenna, un anno di attività della polizia: oltre 250 arresti e tonnellate di droga sequestrate

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il bilancio dell’ordine pubblico per il 2025, stilato dalla questura di Ravenna, disegna una geografia del controllo che si è estesa dalla città al porto, attraverso un incessante lavoro di prevenzione e contrasto il cui esito quantitativo si traduce in 254 persone arrestate, delle quali 16 minorenni, e altre 1.187 denunciate all’autorità giudiziaria. Le cifre, che il questore Gianpaolo Patruno ha definito positive, coprono un ventaglio ampio di reati, con una particolare incidenza di quelli contro la persona e il patrimonio, senza dimenticare il capitolo, sempre preoccupante, della detenzione e dello spaccio di sostanze stupefacenti: in quest’ultimo ambito, l’azione delle forze dell’ordine ha portato alla confisca di 75 chilogrammi di droga, un quantitativo nel quale spiccano gli 8,3 chili di cocaina e gli oltre 66 di hashish sottratti al mercato illegale.

Il monitoraggio del territorio e le zone sensibili

Patruno, nel presentare il consuntivo di un anno che ha visto impegnati migliaia di operatori, ha rimarcato l’impegno su tutto il territorio provinciale, un’attività capillare che ha toccato anche ambiti specifici come la violenza di genere e la criminalità informatica. Tra gli snodi cruciali di questa azione, certamente, rientra la cosiddetta Zona Speyer, ovvero i Giardini Speyer, un’area verso la quale il questore ha annunciato, per il futuro, strategie ancor più incisive e a trecentosessanta gradi, confermando così un’attenzione particolare per i contesti urbani considerati più fragili o problematici.

La questione sicurezza allo stadio

Un altro fronte caldo, che ha generato non poche discussioni, è quello legato alla gestione degli eventi sportivi allo stadio “Benelli”, dove le esigenze di sicurezza legate al successo del Ravenna in Serie C – la squadra, infatti, guida la classifica – hanno imposto un piano di misure stringenti. Alcuni residenti della zona hanno parlato, non senza polemica, di un quartiere blindato, lamentando le limitazioni alla circolazione; di fronte a queste proteste, il questore Patruno è intervenuto per difendere il dispositivo adottato, sottolineando come, nonostante i disagi lamentati da qualcuno, il piano abbia funzionato limitando al minimo i problemi.

Bilancio e prospettive operative

Oltre alle operazioni di polizia giudiziaria che hanno portato agli arresti e ai sequestri, l’attività complessiva ha incluso anche il rimpatrio di 17 persone, un dato che completa il quadro di un anno intenso. Pur dichiarandosi soddisfatto dei risultati raggiunti, il questore ha espresso la speranza di migliorare ulteriormente nel 2026, puntando a un’azione sempre più incisiva. L’obiettivo, dunque, resta quello di tutelare la sicurezza pubblica attraverso una presenza costante e mirata, adattando le strategie alle sfide che di volta in volta emergono dal territorio, dalle sue piazze più frequentate fino alle sue aree più periferiche.

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