Falciato sulla tangenziale di Bari, il dolore per Cosimo e l'incubo dei 'curvoni della morte'
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Redazione Interno
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La notte di Halloween, che avrebbe dovuto concludersi con i festeggiamenti, si è trasformata in un'alba di lutto sulla Statale 16, dove Cosimo Magro, un giovane di Bitonto di venticinque anni, ha perso la vita in un incidente di una brutalità che lascia attoniti. Era sceso dalla propria autovettura, mosso da uno slancio di solidarietà umana, per prestare aiuto a un automobilista che versava in difficoltà, quando un'utilitaria, sopraggiungendo a velocità sostenuta, lo ha investito senza lasciargli scampo. Il luogo del fatto, un tratto di strada noto per la sua pericolosità, è stato teatro di una scena straziante, che i primi soccorritori e alcuni testimoni, giunti sul posto, descrivono con voce ancora rotta dall'emozione.
Una scena di dolore indelebile
«Straziante. Tutte quelle donne attorno al Corpo di quel ragazzo ancora lì sull’asfalto», ha raccontato uno di loro, la cui testimonianza restituisce l'atmosfera di un dolore primitivo e assoluto. «La disperazione della mamma che continuava ad invocare il suo nome», ha proseguito, descrivendo una veglia improvvisata e agghiacciante che ha segnato profondamente chiunque vi abbia assistito. Quella madre, accorsa sul luogo della tragedia insieme ad altri familiari, si è trovata di fronte alla realtà cruda e inaccettabile del figlio privo di vita, in una scena che ha trasformato la carreggiata in un altare di sofferenza privata, consumata sotto gli occhi di tutti.
Il soccorso che diventa fatale
L'episodio, che risale alle prime luci del primo novembre, presenta una tragica somiglianza con un altro fatto di cronaca accaduto solo pochi mesi addietro, quando perse la vita un'altra persona, Giusy Lucente, fermatasi per aiutare due motociclisti. La dinamica, purtroppo, sembra ripetersi con un sinistro fatalismo, gettando una luce sinistra sulla sicurezza di quel tratto viario. Cosimo, stando a quanto ricostruito, stava compiendo un gesto di altruismo, un atto di generosità che, in un mondo dove molti distolgono lo sguardo, lo ha invece portato a mettere a repentaglio la propria incolumità per soccorrere uno sconosciuto.
L'eredità di un luogo pericoloso
Il punto della Statale 16 in questione, all'altezza dello svincolo per l'aeroporto di Bari-Palese, è da tempo al centro di aspre contestazioni da parte dei residenti, i quali invocano da anni interventi strutturali per una maggiore sicurezza. La conformazione della strada, che in questo specifico tratto fu realizzata con una variante al progetto originario – approvata, si dice, per evitare alcuni espropri – ha dato vita a quelli che, nel linguaggio comune, sono tristemente noti come i "curvoni della morte". Questa scelta progettuale, dettata da esigenze di contenimento dei costi, ha creato nel tempo una lunga e dolorosa scia di incidenti, di cui l'ultimo, in ordine di tempo, ha portato via Cosimo Magro. L'autore dell'investimento, secondo le prime indiscrezioni, è risultato negativo ai test per l'alcol e per le sostanze stupefacenti, il che riporta l'attenzione sulla velocità e sulla pericolosità intrinseca della sede stradale.




