Piazza Affari, la view “moderatamente positiva” di Equita e le sei mid cap da tenere d’occhio

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il mese di marzo ha messo a dura prova i mercati finanziari globali, schiacciati da un’impennata della volatilità che pochi, fino a poche settimane prima, avrebbero saputo prevedere con simile intensità. L’elemento che ha rotto gli schemi – rispetto ad altre crisi geopolitiche del recente passato – è stato il prolungato blocco dello Stretto di Hormuz, un vero e proprio collasso logistico per una fetta decisiva dell’offerta energetica mondiale. Da quel punto, stretto e strategico, è passata la scossa che ha fatto tremare le Borse: oltre 12 trilioni di dollari bruciati in un solo mese, una cifra che da sola supera il prodotto interno lordo di Germania, Giappone e Regno Unito messi insieme. Il conflitto in Iran, con il petrolio schizzato a inizio marzo oltre i 120 dollari al barile, ha così consegnato ai listini un bilancio trimestrale inevitabilmente negativo.

La finestra su Piazza Affari e il rimbalzo del primo aprile

Proprio mentre il primo aprile i mercati provano a rimbalzare, sospinti dalla speranza – ancora tutta da verificare sul terreno – che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, possa trovare un’intesa con Teheran per porre fine alla guerra in poche settimane, alle spalle resta la scia di un marzo violento. Una corsa a perdifiato del costo dell’energia che ha modificato gli equilibri di portafoglio di molti investitori. Giovedì, sia il Wti che il Brent viaggiano intorno a quota 100 dollari al barile: in un mese hanno guadagnato tra il 32% e il 38%, un balzo che di solito anticipa tensioni non solo sui prezzi al consumo, ma anche sulle scelte di allocazione. È in questo quadro incerto che si inserisce l’analisi di Equita Sim, la quale conferma la propria visione “moderatamente positiva” sull’azionario.

Perché Equita resta moderatamente positiva nonostante la guerra

Una posizione, quella della sim milanese, che non ignora le difficoltà immediate. Anzi: i suoi analisti riconoscono che l’elevata incertezza geopolitica potrebbe prolungare la volatilità anche nel breve termine. Tuttavia, guardando ai fondamentali macro, non emerge al momento uno scenario recessivo centrale. Anzi, le politiche fiscali – in particolare in Europa – appaiono più espansive rispetto al passato, e questo offre una sorta di paracadute alla crescita. In più, c’è un elemento di differenziale geografico che non può essere trascurato: le valutazioni azionarie europee risultano più attraenti di quelle americane, dove i multipli restano più elevati e la selettività si gioca soprattutto sui temi dell’intelligenza artificiale e del private credit. Due mondi, insomma, che viaggiano a velocità diverse.

Le sei mid cap italiane nel mirino di Equita

All’interno di questo perimetro, l’attenzione di Equita si concentra su alcune società a media capitalizzazione quotate a Piazza Affari. La selezione – frutto di un lavoro di screening sui bilanci e sulle prospettive di settore – individua sei nomi che, secondo la sim, offrono caratteristiche di resilienza e potenziale in una fase ancora dominata dall’incertezza. Non si tratta di scommesse, ma di aziende con una certa solidità patrimoniale e una capacità di generare margini anche quando il costo dell’energia schizza verso l’alto. L’elenco completo, che gli addetti ai lavori hanno già cominciato a discutere, rappresenta una delle poche finestre di operatività ragionata in un contesto dove molti preferiscono restare alla finestra. Per Equita, insomma, il rischio esiste ma va gestito senza farsi paralizzare: la guerra in Iran ha cambiato le regole del gioco, ma non ha cancellato la partita.

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