La disfatta viola all’Olimpico e il passo falso (rimediabile) di una Fiorentina già con la testa salva
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Redazione Sport
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L’Olimpico, si sa, è teatro di esibizioni che spesso amplificano le fragilità. E nella sfida valida per la 35ª giornata di Serie A, la Roma di Gian Piero Gasperini non ha avuto alcuna difficoltà a smontare pezzo per pezzo l’impalcatura della Fiorentina, infliggendo ai toscani un pesantissimo 4-0. Se da un lato i giallorossi accorciano in classifica rincorrendo un posto in Champions League, dall’altro lato il tecnico viola Paolo Vanoli si trova a gestire una prestazione definita "indecorosa" dalla stampa specializzata, un cedimento clamoroso che arriva proprio nel momento designato per mettere il punto fermo sulla salvezza. A pesare, nel contesto della vigilia, c’era anche la notizia della sconfitta della Cremonese – poi ufficialmente retrocessa – che di fatto aveva già regalato ai viola una boccata d’ossigeno psicologico, un condizionamento che lo stesso Vanoli non ha voluto liquidare con leggerezza.
L’analisi di un crollo improvviso e la miseria dei numeri
Guardando la partita, è difficile riconoscere la squadra che nelle settimane precedenti aveva inanellato sette risultati utili consecutivi. L’approccio, racconta Vanoli a Dazn, era stato persino buono, ma la diga è crollata dopo il primo gol subito su palla inattiva. "Io penso che siamo usciti dalla partita dopo l’1-0", ha confessato il tecnico, ammettendo che quella fragilità ogni tanto riaffiora dal cassetto. È un’analisi cruda, perché la Roma ha letteralmente dilagato: la difesa viola è apparsa lenta e imprecisa, incapace di reagire alla velocità di Malen (autore di due legni) e alla lucidità di Hermoso, mentre a centrocampo la manovra risultava prevedibile. Nicolas Fagioli, intervistato nel post-partita, ha ammesso di non sapersi spiegare una serata tanto orribile: "Quando si sbaglia tanto, in uno stadio del genere, il gol lo subisci", ha detto, sottolineando come la reazione nella ripresa fosse ormai ininfluente dato il risultato già compromesso.
Le scuse di Vanoli e l’assenza pesante di Kean
La prestazione offerta all’Olimpico è stata talmente povera di contenuti agonistici da spingere l’allenatore a scusarsi pubblicamente con il popolo gigliato. "Abbiamo sbagliato, è una partita da cancellare", ha tuonato Vanoli, che ha però voluto mettere i fatti in prospettiva: nonostante l’umiliazione, il cammino compiuto da quando ha preso in mano la squadra – ereditandola nei bassifondi della classifica con soli 4 punti – resta oggettivamente importante. Un ruolo non secondario in questo percorso lo ha giocato l’assenza forzata di Moise Kean, l’attaccante che l’anno scorso faceva la differenza ma che quest’anno è stato fermato da un problema alla tibia. "Abbiamo fatto fatica a recuperarlo", ha spiegato il mister, evidenziando come pochi abbiano sottolineato la resilienza della squadra pur priva del suo terminale offensivo principale. La notazione serve a contestualizzare il disastro parziale di Roma, senza però giustificare l’inerzia vista in campo.
Il punto salvezza rimandato e il futuro immediato
Ironia della sorte, la matematica permanenza in massima serie continua a mancare all’appello per un solo punticino. Un punto che la Fiorentina avrebbe voluto strappare nella Capitale per archiviare una volta per tutte l’incubo, ma che invece dovrà cercare già nella prossima giorzione. La prestazione, tuttavia, ha interrotto una striscia positiva che durava da settimane e riportato alla luce i difetti difensivi che sembravano superati. Vanoli, dal canto suo, ha ribadito che non è il momento di parlare di futuro personale o di rinnovi, né di commentare le voci di una possibile sostituzione: la sua priorità – così come quella della squadra – è chiudere il discorso salvezza nel prossimo impegno casalingo. La società, che lo ha sempre sostenuto anche nei momenti più bui, farà le sue valutazioni a fine anno, ma la sensazione è che questo gruppo abbia le potenzialità per voltare pagina immediatamente, mettendo da parte la "leggerezza" mentale che ha caratterizzato la serata all’Olimpico.




