In attesa dell'Odissea di Nolan, ecco perché il mito di Ulisse continua a parlarci
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In occasione dell’uscita del film «Odissea» di Christopher Nolan, Focus (canale 35) ha trasmesso il documentario «Ulisse: il primo eroe». Il protagonista omerico è descritto non come un semidio né un super-guerriero, bensì come un uomo comune: re di un’isola povera, marito fedele, padre assente suo malgrado, sopravvissuto alla guerra di Troia e costretto a un viaggio di dieci anni per ritrovare la strada di casa. (Corriere della Sera)
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Ieri, prima di entrare nella sala dove proiettavano in anteprima Odissea, non ho potuto evitare di ragionare su un paio di cosette e, a pregiudizio, sulle possibili chiavi di lettura da applicare a questa recensione. (IGN Italia)
Quindi prende i fatti dell’Odissea di Omero e comincia a montar… (la Repubblica)
Momento che, peraltro, Christopher Nolan svilisce sul piano melodrammatico per appiccicarci uno spiegone sulla guerra che annichilisce, divide, distrugge. (Cinematografo)

Christopher Nolan non è mai stato un regista che ama osservare il set da lontano e lo dimostra ancora una volta un curioso retroscena emerso durante la première newyorkese di Odissea, dove è stato svelato come il cineasta britannico abbia scelto di girare una delle sequenze più importanti del film direttamente dall'interno del gigantesco Cavallo. (BadTaste)
Ma con un aedo (il rapper Travis Scott) che ne canta le gesta, l’inganno del cavallo che permette agli Achei di saccheggiare finalmente Troia, nella sala del suo palazzo prima di essere interrotto seccamente dalla regina Penelope (Anne Hathaway). (Domani)
Il primo colpo di genio è il cast. Ma le sorprese le riservano Robert Pattinson, Anne Hathaway ed Elliott Page. (Vanity Fair Italia)




