L'Odissea di Nolan: troppo cinema-flusso, troppo poco Omero

L'Odissea di Nolan: troppo cinema-flusso, troppo poco Omero
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Non sappiamo a che altezza le ali di Icaro abbiano iniziato a bruciare, ma Christopher Nolan, con la sua Odissea, ha toccato quella quota. Più che il film della consacrazione, è il film emblema della propria maniera; più che un capolavoro di bottega, è un prodotto geneticamente in serie. Drammaturgicamente pappa già pronta, spolveratona di incredibile e congestionato melting pot attoriale (i soldati greci dai tratti afroamericani, asiatici e nordici a Troia, davvero, non riescono a essere nemmeno più materia di polemica), solita magniloquenza esasperata di stile (il suono che accompagna ininterrottamente tutto, ma proprio tutto il film, diventa un macigno): all’epica omerica Nolan aggiunge, anzi, proprio lo evidenzia con una fuorviante enfasi da patinato spot aziendale, un messaggio antimilitarista e pacifista, dopo il quale andrebbe vestito con le orecchie da asino e messo dietro la macchina da presa. (Il Fatto Quotidiano)

Se ne è parlato anche su altri media

Quindi prende i fatti dell’Odissea di Omero e comincia a montar… (la Repubblica)

Christopher Nolan non è mai stato un regista che ama osservare il set da lontano e lo dimostra ancora una volta un curioso retroscena emerso durante la première newyorkese di Odissea, dove è stato svelato come il cineasta britannico abbia scelto di girare una delle sequenze più importanti del film direttamente dall'interno del gigantesco Cavallo. (BadTaste)

L’Odissea di Cristopher Nolan – l’ultima versione della storia del re di Itaca, in sala dal 16 luglio – non si apre con l’uomo che le dà il nome. Raccontami l’uomo, Musa, l’uomo multiforme, versatile, geniale, che da centinaia di anni prima di Cristo domina la nostra immaginazione. (Domani)

La guerra, le promesse non mantenute e gli dei che non vanno cercati negli uomini: la recensione di Odissea, il film con cui Nolan supera sé stesso

Si parte alle 8.50 (e in replica alle 14.35) con la puntata di “Passato e Presente” dedicata a Didone: Paolo Mieli e la professoressa Silvia Romani raccontano l’avventurosa principessa fenicia, vedova di Sicheo, fondatrice e regina di Cartagine, amante appassionata di Enea, abbandonata poi in nome della futura grandezza di Roma, immolata per sua volontà su una pira. (Rai.it)

“Viviamo tra le macerie” si dicono Odisseo e Penelope nel momento cruciale della storia, quello in cui lui torna a casa sotto le mentite spoglie di un vecchio mendicante e lei comincia a sospettare che quell’uomo sia il marito finalmente tornato a casa. (Cinematografo)

Il primo colpo di genio è il cast. Sia chiaro, Matt Damon è bravissimo, un Ulisse impeccabile (da Oscar, immaginiamo, anzi glielo auguriamo). (Vanity Fair Italia)