Un 2025 segnato dai conflitti e dalla nuova era di Trump
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Redazione Esteri
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L’anno che volge al termine si è configurato, in modo inequivocabile, come un periodo di profonda instabilità geopolitica, durante il quale il ricorso alle armi ha prevalso sul dialogo in diverse e lontane regioni del pianeta. Se la guerra in Ucraina, nonostante gli alti e bassi, ha continuato a consumarsi, nuovi e pericolosi fronti si sono aperti, complicando ulteriormente uno scenario internazionale già di per sé frammentato. Lo scontro tra India e Pakistan, riacceso da incidenti di confine e rivendicazioni mai sopite, ha tenuto il mondo col fiato sospeso, mentre in Medio Oriente le tensioni tra Israele e Iran hanno conosciuto fasi di recrudescenza, minando qualsiasi tentativo di distensione. Non sono mancati, purtroppo, neppure i conflitti civili, che hanno insanguinato il Congo e il Sudan, traendone in secondo piano l’attenzione dell’opinione pubblica globale, distratta da crisi percepite come più vicine. Una concatenazione di eventi bellici, questi, che ha reso il concetto di sicurezza collettiva sempre più evanescente.
L'inquietudine economica e sociale
Accanto ai fronti di guerra veri e propri, l’anno appena trascorso ha diffuso un senso di vulnerabilità anche tra le mura domestiche dei cittadini europei, i quali si sono trovati a fare i conti con raccomandazioni inusitate da parte delle istituzioni. La Banca centrale europea, nel pieno dei suoi lavori per preparare l’introduzione dell’euro digitale, ha infatti ritenuto necessario diramare un invito, definito da molti inquietante, a tenere in casa una scorta di contante “in caso di disastro”. Una comunicazione, quella dell’istituto di Francoforte, che ha alimentato paure latenti e che è stata interpretata come il sintomo di una profonda preoccupazione per la tenuta dei sistemi in scenari di emergenza. Tale annuncio, giunto a settembre, ha fatto da cornice a un anno caratterizzato, secondo molte analisi, proprio dalla “paura”, divenuta una sorta di sentimento collettivo di fronte a crisi sovrapposte.
La svolta politica a stelle e strisce
In questo contesto di generale apprensione, un evento di portata storica ha ridisegnato gli equilibri politici mondiali: la rielezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Un ritorno al potere che, come sottolineato da osservatori come Mario Del Pero nel saggio “Buio americano”, ha lasciato sconcertati molti analisti, considerando i fatti legati alla contestazione delle elezioni del 2020. Settantasette milioni di voti, il numero più alto mai ottenuto da un candidato repubblicano, hanno infatti siglato una volontà popolare chiara, spingendo il paese in una nuova e imprevedibile fase, comunemente definita “l’era di Trump”. Una scelta elettorale che, al di là delle divisioni che ha generato, rappresenta un dato di fatto destinato a influenzare gli assetti globali nei prossimi anni.
Cronache e inchieste della nera
Il quadro generale di tensione ha trovato riscontro anche nelle cronache giudiziarie italiane, dove le forze dell’ordine e la magistratura hanno portato avanti operazioni complesse contro la criminalità organizzata. Diverse inchieste, i cui dettagli sono ancora al vaglio dei tribunali, hanno fatto luce su reti illecite che tentano di approfittare del malessere sociale, mostrando come il controllo del territorio e degli affari illeciti resti un obiettivo primario per le mafie. Gli sviluppi processuali di questi casi, seguiti con attenzione, rivelano la costante lotta tra istituzioni e gruppi criminali, una dinamica che prosegue senza sosta sullo sfondo di un anno già di per sé travagliato.




