Peugeot 308 ibrida plug-in da 195 cv, la prova della wagon tra le curve della Brianza
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Redazione Economia
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Con il restyling di settembre, la Peugeot 308 ha voltato pagina, e lo ha fatto nel segno di una strategia multienergia che la casa francese, forte di una gamma in piena espansione, sta portando avanti con una certa determinazione. Se il trucco, come si suol dire, non è tutto, certamente aiuta, e la nuova mascherina priva di cromature – ora in tinta con la carrozzeria – insieme al taglio più grintoso delle luci diurne a led, conferiscono alla compatta del Leone un aspetto più deciso e moderno. Ma le novità sostanziali, per usare un eufemismo, non risiedono tanto nell'estetica quanto nel profondo rinnovamento tecnico, in particolare per quanto riguarda la motorizzazione ibrida plug-in. Delle due precedenti opzioni, da 181 e 225 cavalli, ne è rimasta in listino una sola, che di cavalli ne eroga 195 e monta un nuovo cambio robotizzato a doppia frizione e-DCS7 a sette rapporti in sostituzione del vecchio automatico. Una scelta, questa, che mira a ottimizzare l'efficienza complessiva del sistema, e ne abbiamo avuto conferma durante un test guidato tra le curve che da Milano si inerpicano verso le colline di Montevecchia, in Brianza, dove abbiamo messo alla prova la versione station wagon, quella SW che da sola comanda le vendite della categoria.
L’anima di questa 308, quella più cattiva se vogliamo, è racchiusa nel suo propulsore: un motore termico 1.6 a quattro cilindri da 150 cavalli che lavora in simbiosi con un’unità elettrica da 110, per una potenza complessiva di 195 cavalli e una coppia massima combinata di 360 Newtonmetri, una combinazione questa che promette scintille -9. La batteria, da 14,6 kilowattora effettivi, dovrebbe garantire secondo il ciclo WLTP fino a 85 chilometri di percorrenza in modalità interamente elettrica, un dato che, se confermato nell'uso reale, consentirebbe alla maggior parte degli automobilisti di coprire il tragitto casa-lavoro senza mai accendere il motore a combustione -4. E in effetti, nei primi chilometri nel traffico della metropoli, complice anche il silenzio di funzionamento, la wagon si muove con una disinvoltura tale da far dimenticare i 1750 chilogrammi di peso che, va detto, si fanno invece sentire non appena il ritmo si alza e l'elettronica richiama in causa i pistoni. La ricarica domestica, per chi ha la fortuna di avere un box, richiede circa sette ore e mezza, ma dotandosi di una wallbox da 7,4 kW il tempo si riduce drasticamente a un paio d'ore, un aspetto non trascurabile per chi vive in zone a traffico limitato -9.
Dinamica di guida e comportamenti su strada
Lasciata alle spalle la cintura urbana, la 308 SW rivela il suo carattere più autentico, quello per cui gli ingegneri di Sochaux, bisogna dargliene atto, hanno sempre avuto un tocco particolare. La massa, seppur consistente, viene gestita egregiamente da un assetto che privilegia il piacere di guida senza per questo risultare eccessivamente rigido, anche se sullo sconnesso la taratura delle sospensioni, specialmente nella finitura GT oggetto del test, tende a trasmettere qualche vibrazione di troppo all’abitacolo. Lo sterzo, preciso e dal diametro contenuto – tipico del i-Cockpit Peugeot – è un piacere da impugnare, e tra le curve che si susseguono regala feeling e coinvolgimento. La coppia poderosa, sempre disponibile, consente riprese brillanti, con il motore termico che sale di giri con una sonorità volutamente enfatizzata dall'impianto audio, una scelta che potrà piacere o meno ma che trasmette sportività -9. La nuova trasmissione e-DCS7, pur garantendo cambi marcia rapidi, talvolta mostra qualche incertezza negli innesti a bassa velocità, un piccolo prezzo da pagare in nome dell'efficienza.
Listini e allestimenti sul mercato
La nuova nata in casa Peugeot, com'è facile immaginare, si posiziona come l’ammiraglia della gamma, con un listino che per la versione berlina parte da 41.245 euro e arriva a toccare i 45.345 euro per l’allestimento top di gamma GT Exclusive, cifra che sale di appena mille euro se si opta per la più pratica station wagon -9. Un sovrapprezzo, questo, che rispetto alla mild hybrid da 145 cavalli – spinta da un tre cilindri 1.2 – supera gli ottomila euro, ma che trova una sua giustificazione, oltre che nelle prestazioni superiori, nella convenienza fiscale per chi la acquista come auto aziendale e nella possibilità di accesso alle zone a traffico limitato. Per tutti coloro che invece percorrono molti chilometri, è ancora in listino, e non è una notizia da poco, la versione diesel BlueHDi da 130 cavalli, il cui premo di attacco è sensibilmente inferiore, fermandosi a 33.620 euro -9. La capacità del bagagliaio, inevitabilmente, risente della presenza del pacco batterie: si parla di 314 litri per la berlina e di 467 per la SW, mentre il serbatoio della benzina è stato ridotto a 40 litri, un compromesso tecnico per ospitare i componenti elettrici che, a conti fatti, promette comunque un'autonomia complessiva vicina ai mille chilometri sfruttando entrambe le fonti di energia -9.




