West Nile, nuova vittima in Campania e casi in aumento: il virus circola in 16 regioni

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Un nuovo decesso e una persona in condizioni critiche in terapia intensiva: il virus West Nile continua a mietere vittime in Italia, dove la circolazione del patogeno, trasmesso dalle zanzare, si conferma particolarmente estesa, interessando ormai stabilmente gran parte del territorio nazionale.

L'ultima vittima, una donna di 72 anni residente a Qualiano, nel Napoletano, è deceduta nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Cotugno di Napoli dopo essere stata trasferita in condizioni disperate dall'ospedale di Frattamaggiore, mentre un'altra paziente, anch'essa di circa 72 anni e proveniente dalla stessa provincia, lotta tra la vita e la morte nella stessa struttura, in un quadro che tiene alta la guardia delle autorità sanitarie, le quali, pur sottolineando che i contagi rientrano nella norma stagionale, non possono nascondere una preoccupazione che torna a farsi sentire in Campania e

Non solo.

I nuovi decessi e il quadro epidemiologico nazionale

La scomparsa della donna di Qualiano si inserisce in un fine settimana particolarmente tragico per quanto riguarda la febbre del Nilo, dopo che pochi giorni prima un pensionato di 85 anni aveva perso la vita presso il Policlinico San Matteo di Pavia.

Con questi due nuovi decessi, che portano il totale delle vittime da inizio anno a quindici, si acuisce l'attenzione su un virus che, secondo l'ultimo aggiornamento dell'Istituto Superiore di Sanità riferito al 19 agosto, ha già contagiato oltre 300 persone in Italia dall'inizio del 2026, con una diffusione che non risparmia quasi nessuna regione e che ha interessato 60 province, a testimonianza di un fenomeno che ormai si può definire consolidato su larga scala.

Il sindaco di Qualiano, Raffaele De Leonardis, ha espresso il cordoglio dell'amministrazione alla famiglia della vittima, confermando che nel comune campano si registrano altri tre casi di contagio, pur precisando che da circa dieci giorni non sono pervenute comunicazioni di nuove infezioni, mentre l'Asl Napoli 2 Nord ha già avviato interventi di disinfestazione sul territorio per arginare la diffusione del vettore.

La situazione in Sardegna e i dati delle forme neuro-invasive

Sebbene il decesso più recente sia avvenuto in Campania, l'attenzione dei sanitari è alta anche in altre aree del Paese, come nel caso della provincia di Oristano, in Sardegna, dove i casi di contagio da West Nile sono saliti a ventiquattro, portando a dieci il numero dei ricoverati presso l'ospedale San Martino, con tre nuove diagnosi che riguardano persone di età compresa tra i trenta e i sessant'anni, attualmente ricoverate o in osservazione nei reparti del nosocomio.

Il Dipartimento di Prevenzione della Asl 5 di Oristano, guidato da Maria Valentina Marras, ha attivato immediatamente l'inchiesta epidemiologica e le procedure di profilassi, tra cui la disinfestazione delle aree di residenza dei pazienti risultati positivi, mentre la direttrice generale Grazia Cattina ha lanciato un allarme sul numero di contagi, che in queste settimane risulta "di gran lunga superiore" rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti, invitando la popolazione, in particolare i soggetti più fragili, a seguire scrupolosamente le misure di prevenzione per ridurre il rischio

Di punture. Dai dati forniti dall'Istituto Superiore di Sanità emerge che, su oltre 300 casi totali, ben 156 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva, la più temibile per le sue complicanze neurologiche come encefalite e meningite, mentre 115 si sono presentati come febbre e 40 sono stati individuati in donatori di sangue asintomatici, a dimostrazione di uno spettro clinico molto ampio che va dalle infezioni silenti a quelle potenzialmente letali.

L'andamento della letalità e le parole degli esperti

Un dato che gli esperti hanno voluto sottolineare per evitare un allarmismo eccessivo, pur mantenendo alta la guardia, è la letalità del virus, che per le forme neuro-invasive si attesta al 7,7%, un valore significativamente inferiore rispetto al 13,9% registrato nello stesso periodo del 2025, un miglioramento che Francesco Vairo, direttore dell'unità di sorveglianza dell'Inmi Spallanzani, attribuisce a una maggiore consapevolezza dei medici e a una diagnosi più tempestiva che consente di gestire meglio l'evoluzione neurologica della malattia, sebbene al momento non esistano terapie antivirali

Specifiche per il West Nile. Vairo ha spiegato che il virus si sta espandendo geograficamente a tutta la penisola, comprese le isole, a differenza di quanto accadeva dieci anni fa quando era confinato principalmente ad alcune regioni del Nord, e questo fenomeno sarebbe legato a una maggiore diffusione della zanzara Culex, il principale vettore, e a dinamiche complesse che coinvolgono uccelli, zanzare e umani, a cui il cambiamento climatico non sarebbe estraneo.

Secondo l'Iss, il virus "circola stabilmente in quasi tutte le Regioni", interessando attualmente 16 regioni e 60 province, un dato che conferma l'ampiezza del fenomeno e la necessità di mantenere attivi tutti i sistemi di sorveglianza e prevenzione, sia sull'uomo che sugli animali, per monitorare l'evoluzione di questa stagione epidemica che, come ricordano gli esperti, non è ancora terminata.

Sintomi e misure di prevenzione contro le punture di zanzara

La maggior parte delle persone che contraggono il virus West Nile, oltre l'80%, non sviluppa alcun sintomo, mentre in una minoranza di casi, circa il 20%, si manifesta una sindrome simil-influenzale con febbre, mal di testa e dolori muscolari; solo in meno dell'1% dei contagiati, in particolare anziani e soggetti immunocompromessi, l'infezione può evolvere verso forme neuro-invasive gravi come encefalite, meningite o paralisi flaccida, che richiedono il ricovero e possono avere esiti fatali.

Le autorità sanitarie raccomandano una serie di misure di prevenzione per ridurre il rischio di punture, che rappresentano l'unica via di trasmissione del virus all'uomo, poiché la malattia non si trasmette da persona a persona: tra queste, l'utilizzo di repellenti cutanei sulle parti esposte del corpo, l'installazione di zanzariere a porte e finestre, l'uso dell'aria condizionata quando disponibile, e l'adozione di abiti lunghi e chiari durante le ore più calde della giornata, quando le zanzare sono più attive.

Un'altra misura fondamentale, come ricordano i vari dipartimenti di prevenzione, è l'eliminazione dei ristagni d'acqua, che sono i luoghi di proliferazione delle zanzare: è necessario svuotare frequentemente vasi, sottovasi, secchi e altri contenitori, coprire i bidoni dell'acqua e cambiare quotidianamente quella nelle ciotole degli animali domestici, accorgimenti che, se adottati collettivamente, possono contribuire a limitare la presenza del vettore e, di conseguenza, il rischio di contagio per l'intera popolazione.

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