Femminicidi, migliaia in corteo alla Sapienza: "Basta violenza, servono formazione e prevenzione"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   "Per Ilaria, per Sara, per tutt3". È questo il grido che ha riempito i cortili della Sapienza di Roma, dove migliaia di studentesse e studenti si sono radunati in una manifestazione transfemminista per urlare la loro rabbia dopo gli ultimi femminicidi. Quelli di Ilaria Sula, uccisa a Roma dall’ex fidanzato, e Sara Campanella, strangolata a Messina, sono solo gli episodi più recenti di una strage che non accenna a fermarsi. Tra fumogeni e scritte sull’asfalto, il coro è stato unanime: "Se toccano una, rispondiamo tutte".

I risultati dell’autopsia su Ilaria Sula, la 22enne trovata senza vita in un dirupo a Capranica Prenestina, non lasciano dubbi: tre coltellate inferte al collo, con una perdita di sangue tale da provocarne la morte in meno di un minuto. Mark Samson, l’ex fidanzato che ha confessato il delitto, l’aveva uccisa nella sua abitazione al quartiere Africano per poi disfarsi del corpo a decine di chilometri di distanza. Mentre la magistratura approfondisce gli accertamenti, si aggrava intanto la posizione dei genitori di Samson, accusati di aver ostacolato le indagini.

La protesta alla Sapienza, organizzata dalla Rete degli Studenti Medi, ha ribadito con forza la necessità di interventi strutturali. "Da parte del governo non c’è molta consapevolezza", ha denunciato Aurora Iacob, attivista del movimento, sottolineando come la mancanza di educazione sesso-affettiva nelle scuole sia una delle radici del problema. Le richieste sono chiare: più formazione, più prevenzione, più risorse per i centri antiviolenza.

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