Femminicidi, la rettrice della Sapienza accusa gli studenti di "vandalismo". La replica: "Non ci rispetta
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Redazione Interno
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A tre giorni dalla manifestazione organizzata alla Sapienza, dove migliaia di studenti, docenti e personale universitario si sono riuniti per ricordare Ilaria Sula, Sara Campanella e tutte le vittime di femminicidio, lo scontro tra i collettivi e la rettrice Antonella Polimeni si è acceso. «Ci aspettavamo che la rettrice rispettasse la nostra rabbia», hanno replicato i manifestanti, «e quantomeno aspettasse la giornata di oggi prima di far passare in secondo piano il femminicidio di Ilaria per condannare delle scritte sui muri».
Quella di Ilaria Sula è una storia che ha scosso l’opinione pubblica, non solo per la brutalità del gesto, ma per le circostanze che l’hanno preceduta. «Vado a trovare un amico»: sono le ultime parole che ha scritto a un’amica prima di incontrare Mark Samson, l’ex fidanzato che l’ha uccisa. Un messaggio che tradisce la fiducia riposta in chi, invece, le avrebbe tolto la vita. La sera del 25 marzo, alle 20.30, era ancora viva. Poche ore dopo, il silenzio.
Le indagini, intanto, procedono. Gli inquirenti stanno esaminando il ruolo dei genitori di Samson, in particolare quello della madre, mentre il padre sostiene di essere stato al lavoro al momento del fatto. Un elemento che ricorda il caso di Sara Campanella, uccisa a coltellate da Stefano Argentino, un altro ragazzo sotto i trent’anni che lei stessa definiva «il malato che mi segue».
Samson, reo confesso, è in carcere in custodia cautelare. Il Gip ha motivato la decisione con il pericolo di fuga, la possibilità che possa reiterare il reato e il rischio di inquinamento probatorio. Restano dubbi sull’ora esatta della morte: se inizialmente si pensava al mattino del 26 marzo, ora non si esclude che Ilaria possa essere stata uccisa già la sera prima.




