Ilaria Sula, il padre: "Lui non può aver agito da solo"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Flamur Sula, il padre di Ilaria, la 22enne uccisa a Roma dall’ex fidanzato Mark Samson, parla con voce spezzata. "La aspettavamo a casa, ma era già morta", dice, mentre l’avvocato Giuseppe Sforza lo ascolta in silenzio. Prima, racconta, c’era solo "un abisso di disperazione". Ora vuole sapere cosa sia davvero accaduto, perché la figlia – che sognava una vita diversa, lontana dalla violenza – sia finita così. Ma è ancora troppo presto per ricordarla senza che il dolore prenda il sopravvento.

La tragedia di Ilaria Sula, come spesso accade nei femminicidi, ha un movente banale e atroce: la gelosia. Quella di Mark Samson, 23 anni, che dopo averla uccisa a coltellate ha cercato di disfarsi del corpo, chiudendolo in una valigia e gettandolo in un burrone. Durante l’interrogatorio di convalida del fermo, durato oltre cinque ore nel carcere di Regina Coeli, Samson ha confessato, ma ha insistito sul fatto che non ci fosse premeditazione. "Le stavo portando la colazione a letto", ha detto ai magistrati, "quando ho visto sul telefono il messaggio di un altro ragazzo. Ho preso il coltello che era sul vassoio e l’ho uccisa".

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