Ilaria Sula, il padre della vittima: "Non accetto scuse, non esistono"
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Redazione Interno
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"Non ci sono scuse, e quello che ha scritto non mi interessa". Con queste parole, asciutte e definitive, Flamur Sula ha respinto la lettera inviatagli da Mark Antony Samson, il ventitreenne accusato di aver ucciso a coltellate la figlia Ilaria, 22 anni, durante una lite nel suo appartamento di via Homs a Roma. La vicenda, che ha sconvolto l’opinione pubblica per la sua brutalità, ha lasciato i genitori della giovane in un dolore senza possibilità di redenzione. "Ilaria era meravigliosa, la mia vita. Mi hanno tolto il cuore", ha detto Gezime Sula, la madre, in un’intervista trasmessa da Pomeriggio Cinque l’11 aprile.
Flamur, ricostruendo gli ultimi contatti con Samson prima del delitto, non ha esitato a definirlo "un delinquente". "Mi ha detto: ‘Io la amo; non le toccherei neanche un capello’", ha raccontato, sottolineando l’assurdità delle parole dell’ex fidanzato, che invece l’avrebbe uccisa con tre coltellate al collo. Il padre ha anche espresso dubbi sulla dinamica: "Non ci andava quando stavano bene insieme, lo faceva quando si erano lasciati? Una cosa assurda". Per lui, Ilaria non sarebbe mai entrata in quell’appartamento di sua spontanea volontà.
Intanto, le indagini procedono. Tra gli elementi acquisiti, il sequestro delle ciabatte indossate dalla madre di Samson, macchiate di sangue, e l’ammissione della donna di aver aiutato il figlio a ripulire la scena del crimine. Lo stesso Samson, durante l’interrogatorio, avrebbe dichiarato al gip: "È morta subito, poi ho pranzato con una sua amica", aggiungendo che la vittima "ha urlato poco". Dettagli che, se confermati, dipingono un quadro ancora più agghiacciante di un femminicidio che ha lasciato cicatrici profonde.




