Femminicidi, la rettrice della Sapienza accusa gli studenti di vandalismo. La replica: "Non ci rispetta"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
A tre giorni dalla manifestazione che ha portato in piazza migliaia di persone tra studenti, docenti e personale universitario per ricordare Ilaria Sula, Sara Campanella e tutte le vittime di femminicidio, il clima alla Sapienza si è incrinato. La rettrice Antonella Polimeni ha definito "vandalismo" le scritte apparse sui muri dell’ateneo durante la protesta, scatenando la reazione dei collettivi. "Ci aspettavamo che rispettasse la nostra rabbia", hanno replicato, sottolineando come la condanna delle scritte abbia finito per mettere in secondo piano il femminicidio di Ilaria.
Intanto, il gip di Roma ha convalidato il fermo di Mark Samson, il 23enne che ha confessato l’omicidio della studentessa di Terni. Oltre ai gravi indizi di colpevolezza emersi durante l’interrogatorio di garanzia, il giudice ha riconosciuto il pericolo di fuga, motivo per cui è stata disposta la custodia cautelare in carcere. Samson è accusato di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere. Le indagini, ancora in corso, stanno cercando di ricostruire con precisione la dinamica: mentre inizialmente si pensava che Ilaria fosse stata uccisa la mattina del 26 marzo, ora non si esclude che il delitto possa essere avvenuto già la sera precedente.
Un altro aspetto su cui si concentrano gli inquirenti è il ruolo dei genitori di Samson, in particolare della madre, la cui posizione è al vaglio. Un dettaglio che riporta alla mente il caso di Sara Campanella, uccisa a coltellate da Stefano Argentino, da lei stessa descritto come "il malato che mi segue". Anche in quel processo, come in questo, le dinamiche familiari dell’assassino erano finite sotto la lente.




