Bulega, il battesimo sulla Ducati MotoGP tra le pozzanghere di Jerez

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Le nuvole minacciose che per due giorni hanno gravato sul circuito andaluso di Jerez de la Frontera, trasformando la pista in un mosaico di asciutto e umido, non hanno intaccato la determinazione di Nicolò Bulega, il quale, nell’attesa forzata dettata dalle condizioni meteorologiche avverse, ha potuto finalmente coronare una parte del suo sogno. L’appuntamento, organizzato dalla Michelin per testare diverse mescole di gomme con i propri collaudatori, ha offerto al pilota romagnolo la prima, agognata opportunità di familiarizzare con la Ducati Desmosedici GP25, una macchina radicalmente diversa da quelle a cui è abituato. L’attesa, prolungata dalla pioggia insistente di mercoledì che aveva lasciato estese zone bagnate anche nella mattinata di giovedì, è stata ripagata solo a mezzogiorno, quando Bulega ha potuto indossare la tuta da pilota ufficiale e compiere i suoi primi giri sul bolide di Borgo Panigale, un’esperienza che lui stesso ha definito, a fine sessione, come l’avverarsi di una porzione significativa delle sue ambizioni.

I tempi e il confronto in pista

Nonostante la pista non fosse nelle condizioni ideali, con l’asfalto che presentava ancora diverse insidiose pozzanghere, il vicecampione del mondo Superbike ha impresso sul tabellone dei cronometri un tempo di 1’38”00, un risultato che, sebbene non ufficializzato dalla casa madre, assume un peso specifico notevole soprattutto se paragonato a quello di un pilota esperto come Pol Espargaro. Il collaudatore della KTM, infatti, avrebbe chiuso la sua sessione di test con un tempo di circa due decimi di secondo superiore a quello dell’italiano, un particolare non trascurabile che contribuisce a dipingere un quadro incoraggiante per il debutto imminente. Al fianco di Bulega, in questo fondamentale battesimo del fuoco, non è mancata la guida esperta di Michele Pirro, pilota collaudatore Ducati da lungo tempo, il cui ruolo è stato cruciale per trasmettere all’esordiente quelle sensazioni e quelle impostazioni tecniche che solo chi conosce la moto a menadito può fornire.

La strada verso Portimao e Valencia

Sebbene manchi ancora un annuncio ufficiale da parte del team, ormai è dato per scontato che sarà proprio Bulega a prendere il posto dell’infortunato Marc Marquez nelle gare di Portimao e di Valencia, gli ultimi due appuntamenti del calendario mondiale. La decisione, maturata a seguito di questa positiva verifica sul campo, rappresenta una svolta significativa nella carriera del pilota, il quale, per un curioso scherzo del destino, si troverà a debuttare nella massima categoria prima di un altro campione proveniente dal mondiale derivate come Toprak Razgatlioglu. L’infortunio alla spalla patito da Marquez nel Gran Premio di Mandalika, che lo ha costretto a un precoce termine della sua stagione, ha di fatto spalancato una porta inaspettata al romagnolo, il quale ha ora la concreta possibilità di dimostrare il suo valore in un palcoscenico di assoluto prestigio.

Il significato di un test riuscito

Oltre ai puri dati cronometrici, che restano comunque un indicatore importante, ciò che emerge dalla due giorni iberica è l’impressione di un pilota mentalmente pronto ad affrontare un salto di categoria così impegnativo. L’aver potuto girare con regolarità, seppur in una finestra temporale ristretta, e l’aver assimilato rapidamente le indicazioni tecniche hanno permesso a Bulega di concludere il test con la consapevolezza di aver superato un primo, decisivo esame. La sua acclimatazione alla Desmosedici GP25, moto dalla potenza e dall’elettronica molto più spinte rispetto a quelle della Superbike, è sembrata procedere senza intoppi rilevanti, gettando così le basi per un esordio in gara che si preannuncia ricco di aspettative e di curiosità.

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