DPCM Automotive, il Governo sblocca 1,34 miliardi per la filiera auto
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Redazione Economia
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Il DPCM Automotive è stato approvato definitivamente dal Governo con uno stanziamento da 1,343 miliardi di euro destinato al sostegno della filiera dell’auto. Il provvedimento punta a finanziare investimenti produttivi, ricerca, sviluppo e innovazione, oltre a introdurre incentivi mirati per la mobilità sostenibile e per il rinnovo del parco dei veicoli commerciali. Il via libera è arrivato dal Consiglio dei ministri del 22 maggio, dopo settimane di attesa attorno al decreto annunciato a metà aprile dal ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Le risorse resteranno disponibili fino al 2030 e rappresentano una delle misure più rilevanti dedicate al comparto automobilistico italiano negli ultimi anni. Il fondo supera di circa 250 milioni le previsioni formulate all’inizio dell’anno e viene presentato come una risposta alla fase di trasformazione industriale ed energetica che sta coinvolgendo il settore. Nella nota diffusa dal Mimit, il Governo collega il provvedimento alla necessità di sostenere le aziende italiane mentre le case automobilistiche stanno rivedendo i propri piani industriali in un contesto segnato dalla crescente concorrenza asiatica.
Come saranno utilizzati i fondi del DPCM Automotive
Il decreto concentra gran parte delle risorse sul sostegno diretto alle imprese della filiera automotive, con l’obiettivo di accompagnare investimenti produttivi e attività legate all’innovazione tecnologica. Il testo conferma inoltre interventi dedicati alla ricerca e allo sviluppo, indicati dal ministero come strumenti necessari per affrontare la transizione industriale ed energetica che sta modificando il mercato dell’auto europeo. Il Governo parla esplicitamente di una “spinta alla ricerca e all’innovazione nelle nuove tecnologie della mobilità”, collegando il fondo alla necessità di rafforzare la competitività dell’industria italiana.
Accanto agli investimenti industriali sono previsti incentivi per la mobilità sostenibile e per il rinnovo del parco circolante dei veicoli commerciali. Il decreto, però, non introduce una nuova tornata di incentivi per l’acquisto di auto elettriche private, elemento che distingue il DPCM Automotive dalle precedenti misure rivolte al mercato automobilistico. Le risorse saranno quindi indirizzate soprattutto verso il sostegno della produzione e dell’innovazione, piuttosto che verso bonus destinati ai consumatori per l’acquisto di nuove vetture.
La strategia del Governo per il settore auto
Secondo quanto comunicato dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, il fondo automotive nasce per sostenere un comparto considerato centrale nell’industria nazionale in una fase definita decisiva per il futuro del settore. Il Governo collega l’intervento alla revisione dei piani industriali da parte delle case automobilistiche e alle difficoltà legate alla competizione internazionale. La concorrenza asiatica viene indicata come uno degli elementi che stanno spingendo l’industria europea dell’auto a ridefinire strategie produttive e investimenti.
Il DPCM Automotive viene quindi presentato come una misura per rafforzare la posizione dell’Italia nella filiera europea dell’auto attraverso risorse pubbliche dedicate a innovazione e sviluppo industriale. Il fondo da 1,343 miliardi rappresenta una delle principali iniziative economiche rivolte al comparto nel quadro della transizione energetica in corso e punta a sostenere aziende e produzioni in una fase di cambiamento che coinvolge tecnologia, mobilità e organizzazione industriale.




