Rottamazione quinquies, i Comuni tra adesioni e nodi tecnici: ecco come funziona per Imu, Tari e multe
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
L’operazione “rottamazione” dei vecchi debiti, orchestrata inizialmente dal governo per i ruoli affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione, si allarga ora – seppur con una casistica complessa e articolata – al polveroso universo dei crediti degli enti locali.
A distanza di oltre un anno dalla nuova legislatura, e in un contesto economico che fatica ancora a trovare una stabilizzazione definitiva, Comuni come Gragnano e Montecatini hanno approvato le delibere per agganciarsi alla cosiddetta “rottamazione-quinquies”, una misura che punta a dare una spallata decisa a quello stock di crediti – parliamo, nel solo caso di Montecatini, di quasi 29 milioni di euro concentrati nel quinquennio 2019-2023 – trasformando i ruoli scaduti in un’opportunità di risanamento per le famiglie e le imprese.
Le due anime della rottamazione locale: tra autonomia spinta e “preconfezionato” nazionale
Il meccanismo, disciplinato dalla Legge n. 88 del 2026 (in vigore da maggio), offre in realtà due strade ben distinte agli amministratori locali. La prima, quella che potremmo definire della “rottamazione autonoma”, concede ai singoli Comuni la facoltà di disegnare una sanatoria su misura, scegliendo quali annualità coprire, quanti interessi tagliare e quali piani di rateizzazione adottare, a patto che il cittadino paghi almeno il capitale originario del debito.
La seconda opzione, invece, è quella della “preconfezionata” nazionale: il Comune aderisce formalmente entro il 30 giugno 2026 – tramite provvedimento da pubblicare sul sito istituzionale e da trasmettere all’Agenzia delle entrate-Riscossione – per estendere ai propri tributi (come Imu, Tari e multe) le stesse regole e gli stessi sconti previsti per le cartelle statali.
Multe e interessi: il caso della multa da 100 euro del 2020
Per capire l’impatto concreto di queste misure, è utile prendere in prestito l’esempio classico della sanzione stradale, quella multa da 100 euro presa in centro a Gragnano nel 2020 e mai saldata. Quel verbale, rimasto nel cassetto per sei anni – alimentato dalle maggiorazioni semestrali del 10% previste dalla legge 689/1981 – si trasforma rapidamente in una “bomba a orologeria” finanziaria per il contribuente distratto.
Ebbene, con l’adesione del Comune alla rottamazione (sia essa la quinquies o una variante locale), il debitore può vedere azzerati gli interessi di mora e le sanzioni, pagando sostanzialmente solo il capitale originario della contravvenzione.
Attenzione, però, perché per le multe (e per le sanzioni amministrative non tributarie in generale) il beneficio, come ribadito dall’Agenzia delle Entrate, opera esclusivamente sugli interessi e sull’aggio; la somma principale, quella della multa vera e propria, resta comunque dovuta per intero, senza possibilità di sconti ulteriori.
La mappa delle adesioni e i paletti delle scadenze
Il condizionale, in questa fase, è d’obbligo, perché l’efficacia della misura dipende interamente dalla volontà politica del singolo ente. Se da un lato amministrazioni come Napoli, Genova e Palermo hanno già fatto sapere di voler percorrere la strada della sanatoria “preconfezionata”, dall’altro ci sono realtà come Milano, Firenze e Bologna che – per ragioni di bilancio e di prudenza fiscale – hanno per ora escluso questa opzione.
Per chi invece avrà la fortuna di risiedere in un Comune virtuoso che ha deliberato l’adesione, l’iter burocratico è già scandito: tra il 16 settembre e il 31 ottobre 2026 i contribuenti dovranno presentare (esclusivamente online) la dichiarazione di adesione, saldando poi il dovuto in un’unica soluzione entro il 31 gennaio 2027, oppure scegliendo un maxi-piano da 54 rate bimestrali (con interessi al 3% annuo a partire dal febbraio 2027).
Una grandissima opportunità, insomma, per ripulire la propria posizione con il fisco locale, a patto di rispettare quei tempi stretti che la macchina della riscossione ha ormai messo a punto.




