Borse asiatiche corrono con Powell, nuovo record per l’oro. Cina sempre più in deflazione
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Redazione Economia
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Le borse asiatiche hanno registrato una performance di rilievo, cavalcando l'onda degli ultimi commenti del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, il quale ha segnalato la disponibilità dell'istituto centrale a procedere con un nuovo taglio dei tassi di interesse, già nella prossima riunione fissata per il 29 ottobre. Questo orientamento, che conferma l'impostazione espansiva preannunciata a settembre, è stato interpretato dagli investitori come un segnale di sostegno all'economia, soprattutto in un momento in cui il mercato del lavoro statunitense mostra segni di raffreddamento. L'indice di Tokyo ha chiuso con un rimarchevole rialzo dell'1,8%, mentre quello di Hong Kong si è attestato su un più 1,6%; performance positive, seppur di minore entità, hanno caratterizzato anche le piazze di Shenzhen e Shanghai, che hanno guadagnato rispettivamente l'1% e lo 0,7%. Ancora più vigorosa è stata l'ascesa di Seul, che ha toccato un più 2,7%, e di Sydney, ferma a un più 1%.
L'ombra dello shutdown e la forza dell'oro
L'ottimismo dei mercati, tuttavia, si scontra con un elemento di disturbo di non poco conto, rappresentato dallo shutdown del governo federale americano, il quale, privando la Fed di alcuni tra i suoi indicatori economici più affidabili, rende più complessa un'accurata valutazione dello stato di salute dell'economia. In questo quadro di liquidità attesa e di incertezza istituzionale, il metallo giallo ha trovato un'ulteriore spinta per toccare un nuovo record storico, attirando una parte di coloro che cercano rifugio in asset considerati più sicuri. L'oro, del resto, beneficia di un contesto nel quale le politiche monetarie accomodanti, come quelle prospettate dalla Fed, tendono a deprezzare il valore delle valute.
Il contesto europeo e le tensioni commerciali
Anche i listini europei, nel frattempo, viaggiano in territorio positivo, con il CAC 40 di Parigi che sta mettendo a segno la migliore performance del Vecchio Continente. Tale dinamica è stata favorita dall'annuncio del governo francese sul congelamento della riforma pensionistica fino alle elezioni presidenziali del 2027, una mossa che, scongiurando il rischio di un voto anticipato, ha infuso fiducia negli operatori. A contribuire al clima favorevole, poi, si è registrato il buon rialzo delle azioni del colosso del lusso Lvmh, all'indomani della diffusione dei dati sui ricavi dei primi nove mesi dell'anno.
La sfida cinese tra deflazione e dazi
Sullo sfondo delle dinamiche finanziarie globali, persistono le preoccupazioni legate all'economia cinese, la quale sta mostrando un preoccupante ingresso in deflazione, un fenomeno che, se protratto, potrebbe minare la domanda interna e la crescita. A questo si aggiunge l'inasprimento della retorica commerciale da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il quale ha intensificato i toni suggerendo che Washington potrebbe interrompere i legami commerciali con Pechino in settori specifici, come quello dell'olio da cucina, dopo che la Cina ha ridotto le importazioni di soia americana. I mercati, nonostante tutto, sembrano provare ad archiviare queste tensioni, concentrandosi per il momento sulla prospettiva di una maggiore liquidità.




