Cerasuolo conquista l’oro ai mondiali di Singapore: "Si è superato", dice Scozzoli
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Imola non poteva chiedere di meglio. Simone Cerasuolo, atleta del circolo Imolanuoto, ha scritto una pagina di storia nel nuoto italiano vincendo i 50 rana ai mondiali di Singapore con un tempo di 26"54, precedendo il russo Prigoda e il cinese Qin Haiyang. Un trionfo che, seppure inaspettato per molti osservatori, non ha sorpreso chi lo segue da vicino. Tra questi c’è Fabio Scozzoli, ex campione europeo e argento mondiale nella stessa specialità, che oggi fa parte dello staff tecnico che ha accompagnato Cerasuolo verso il successo.
«Si è superato», ha commentato Scozzoli, sottolineando come l’azzurro abbia dimostrato una crescita costante. La vittoria, del resto, non è arrivata per caso: Cerasuolo ha dominato le batterie, si è qualificato con il secondo tempo in semifinale e ha chiuso in rimonta quando contava. «Volevo una medaglia, ma non era scontato», ha ammesso lo stesso atleta, che ha ribadito di essersi trasformato in «un atleta solido».
Dietro questo risultato c’è un lavoro meticoloso, guidato dall’allenatore Cesare Casella e da un team di preparatori che hanno ottimizzato ogni dettaglio. Imolanuoto, società che ha scommesso su di lui fin dalle categorie giovanili, oggi raccoglie i frutti di un investimento durato anni. Non a caso, la sua affermazione arriva in un momento in cui il nuoto mondiale discute sull’introduzione dei 50 metri in tutte le specialità – oltre allo stile libero – alle Olimpiadi del 2028. Una proposta che divide gli addetti ai lavori, tra chi la vede come un’opportunità e chi teme un eccessivo sbilanciamento verso gare troppo tecniche.
Intanto, però, Cerasuolo ha già risposto in vasca. La sua gara è stata un esempio di controllo e determinazione, con un ritmo che lo ha tenuto sempre al comando, bracciata dopo bracciata. Un’impresa che ha riscattato una giornata altrimenti complessa per l’Italia, con la deludente prestazione della 4×100 mista mista e le difficoltà di altri atleti come Razzetti.




