Antonelli vince il Gp di Cina, prima gioia in carriera per il diciannovenne della Mercedes. Russell secondo, Hamilton terzo davanti a Leclerc

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Ha terminato il proprio digiuno di vittorie in Formula 1, Andrea Kimi Antonelli, e lo ha fatto nel modo più autorevole possibile, dominando il Gran Premio di Cina partito dalla pole position. Il diciannovenne bolognese, dopo essersi qualificato davanti a tutti diventando il più giovane poleman della storia del mondiale, ha replicato le prestazioni del giorno prima trasformando il miglior tempo in una corsa da veterano, controllando i 56 giri del circuito di Shanghai con una maturità che lascia stupiti, se si considera la sua età e la poca esperienza accumulata fin qui nella categoria. Il successo porta la firma di una Mercedes apparsa nuovamente imprendibile, capace di piazzare due delle sue frecce d'argento sui gradini più alti del podio: George Russell, vincitore in Australia e nella Sprint di sabato, ha chiuso in seconda posizione, complice una gara resa complicata da una sosta ai box sfortunata e da una ripartenza successiva alla safety car non proprio impeccabile, che lo ha costretto a una rimonta dura e conclusasi però con un ottimo piazzamento.

Alle spalle della coppia motorizzata Mercedes si è consumata una battaglia fratricida, se così la si può definire, tra i due piloti del Cavallino. Lewis Hamilton, al suo primo podio in rosso dopo il discusso trasferimento dello scorso anno, ha avuto la meglio sul compagno di squadra Charles Leclerc, ma non certo senza fatica. Il sette volte campione del mondo, partito terzo, era scattato benissimo portandosi in testa alla prima curva, salvo poi essere risucchiato dal ritmo mostruoso di Antonelli e Russell. La vera lotta, per larghi tratti della corsa, è stata quella interna alla Ferrari: sorpassi e controsorpassi, ruote che si toccano quasi e un duello serrato che ha tenuto incollati gli appassionati, con i due che si sono scambiati le posizioni per diversi giri, regalando spettacolo ma forse perdendo anche qualche punto prezioso in ottica costruttori. Alla fine, l'inglese ha avuto la meglio chiudendo terzo, mentre il monegasco ha dovuto accontentarsi della quarta piazza, in una gara che ha dimostrato quanto la Rossa sia cresciuta ma anche quanto sia ancora complicato gestire due personalità così forti all'interno dello stesso box.

Una domenica da dimenticare per McLaren e Verstappen, tra guasti e ritiri

Se per Antonelli è stata la domenica della consacrazione, per altri il fine settimana asiatico si è trasformato in un incubo a ciel sereno. Il caso più eclatante è senza dubbio quello della McLaren: Lando Norris e Oscar Piastri non hanno nemmeno preso il via. Un problema elettrico sulla vettura del campione del mondo e un guasto diverso, ma sempre di natura elettronica, su quella dell'australiano hanno costretto la scuderia di Woking a tenere le monoposto ai box, con i due piloti visibilmente frustrati che hanno potuto solo assistere alla corsa in borghese. Un colpo durissimo per le ambizioni di classifica, che segue le difficoltà emerse nei test invernali e lascia presagire una lunga rincorsa per tornare competitivi. Problemi anche in casa Red Bull: Max Verstappen, dopo una qualifica opaca e una gara di rincorsa, è stato costretto al ritiro quando si trovava in sesta posizione a una decina di giri dal termine, un altro segnale delle difficoltà tecniche che stanno attanagliando la squadra in questo avvio di campionato. La lista dei ritirati si allunga con i nomi di Fernando Alonso, la cui Aston Martin ha ceduto dopo avergli procurato forti vibrazioni al volante, e del suo compagno di squadra Lance Stroll, la cui uscita di scena ha peraltro causato l'entrata della safety car. Non hanno preso il via nemmeno Alexander Albon con la Williams e Gabriel Bortoleto con l'Audi, completando un quadro di desolazione tecnica che ha falcidiato lo schieramento.

La rimonta di Russell e il punto sui protagonisti

La gara di Russell merita un approfondimento, perché dietro al successo apparentemente facile del compagno si cela una prestazione di sostanza. Al via, il britannico era scivolato indietro, vittima dello scatto strepitoso delle Ferrari. Durante il regime di safety car, azionato per il ritiro di Stroll, la Mercedes ha richiamato entrambi i piloti per il cambio gomme, ma mentre per Antonelli la sosta è stata pulita, per Russell si è rivelata un boomerang: una serie di piloti che non si erano fermati lo hanno scavalcato, facendogli perdere terreno prezioso. La ripartenza è stata un calvario, con gomme fredde e una vettura nervosa che lo ha fatto scivolare nuovamente indietro, costringendolo a un'ostinata rimonta ai danni di Ocon, Colapinto e della coppia Ferrari. Una volta liberatosi, il divario da Antonelli era ormai incolmabile, attestato intorno ai sette secondi, un gap che il vincitore ha amministrato senza patemi, eccezion fatta per una frenata lunga a pochi giri dalla fine che per un attimo ha fatto temere il peggio. Alle loro spalle, la zona punti è stata completata da una solida prova di Oliver Bearman con la Haas, seguito da Pierre Gasly con l'Alpine, Liam Lawson con la Racing Bulls e Isack Hadjar con l'altra Red Bull. Chiudono la top ten Carlos Sainz, nono con la Williams, e l'altro pilota Alpine Franco Colapinto, bravo a cogliere l'ultimo punto disponibile in una gara che ha visto anche loro protagonisti di una bella rimonta.

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