Terence Stamp, morto a 87 anni il generale Zod di "Superman"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Si è spento a Londra, dove era nato il 22 luglio 1938, Terence Stamp, attore britannico che ha segnato la storia del cinema con una carriera lunga e variegata. La famiglia, confermando la notizia della morte avvenuta domenica 17 agosto, lo ha ricordato come un artista capace di lasciare "un’opera straordinaria, sia come attore che come scrittore", destinata a rimanere nel tempo.
Stamp, che al grande pubblico è noto soprattutto per il ruolo del generale Zod nei primi due film di "Superman" – quello del 1978 e il sequel del 1980, entrambi con Christopher Reeve – aveva costruito una filmografia ricca e sfaccettata, lontana dagli stereotipi del semplice antagonista hollywoodiano. Già nel 1962, il suo esordio in "Billy Budd", tratto dal romanzo di Melville e diretto da Peter Ustinov, gli era valso una candidatura all’Oscar come miglior attore non protagonista, rivelando una presenza magnetica e un’intensità drammatica che avrebbero caratterizzato molti dei suoi ruoli successivi.
Non solo blockbuster, dunque. Se da una parte il suo Zod – con quella voce glaciale e l’arroganza da tiranno intergalattico – lo aveva reso un volto indimenticabile per generazioni di spettatori, dall’altra Stamp aveva saputo muoversi tra cinema d’autore e pellicole di culto. Da "Teorema" di Pasolini, dove interpretava un enigmatico visitatore che sconvolge una famiglia borghese, a "Le avventure di Priscilla, la regina del deserto", in cui dava volto a un transessuale sofisticato e ironico. Senza dimenticare il thriller "Il collezionista" di William Wyler, che gli era valso la Palma d’Oro a Cannes nel 1965, o il ruolo del tormentato Sergius in "Una stagione all’inferno".
La sua figura, elegante e carismatica, lo aveva reso un simbolo della Swinging London degli anni Sessanta, ma Stamp – che aveva anche pubblicato memorie e racconti – aveva sempre evitato di fossilizzarsi in un’unica immagine. Anche quando, negli anni Duemila, aveva accettato parti più commerciali, come in "Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma" o in "V per Vendetta", lo aveva fatto senza rinunciare a quella cifra stilistica che lo rendeva riconoscibile in ogni fotogramma.




