Trump: la guerra in Iran finirà presto, il blocco navale strangola il commercio di Teheran
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Redazione Esteri
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ribadito che il conflitto con l'Iran si avvia verso una conclusione rapida e che a Teheran non sarà mai consentito dotarsi di un'arma nucleare. Parlando a un comizio in Georgia a sostegno dei candidati repubblicani in vista delle elezioni di midterm, il inquilino della Casa Bianca ha sostenuto che Washington è a conoscenza di ogni movimento iraniano e che la questione «si chiuderà molto, molto presto».
Trump ha anche ridefinito la natura delle operazioni militari in corso, definendole «un'esercitazione militare» piuttosto che una guerra, in una formula che ha lasciato intendere la volontà di ridimensionare la portata del conflitto davanti al proprio elettorato.
Il blocco navale e i numeri del Centcom
A fare il punto sull'efficacia della pressione economica è intervenuto l'ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando centrale statunitense, in un video di aggiornamento pubblicato su X. Cooper ha affermato che, a eccezione degli aiuti umanitari autorizzati, l'Iran non effettua più esportazioni né importazioni via mare.
Le forze americane avrebbero impedito a Teheran di esportare petrolio greggio per un valore di almeno 25 miliardi di dollari negli ultimi mesi, mentre sarebbero stati congelati quasi 350 milioni di dollari in criptovalute, con l'obiettivo dichiarato di recidere i canali di finanziamento del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche.
Lo Stretto di Hormuz, ha precisato Cooper, «è controllato dagli Stati Uniti e dai nostri partner regionali, non dall'Iran, e rimane aperto al traffico commerciale». Nel corso degli ultimi sette giorni circa 400 navi mercantili hanno attraversato lo stretto, mentre le forze americane hanno assistito i partner del Golfo nel trasporto di oltre 100 milioni di barili di greggio, che si aggiungono agli oltre 1,3 miliardi di barili movimentati con il supporto statunitense negli ultimi mesi.
Teheran respinge le accuse saudite e offre la mediazione
Sul fronte diplomatico, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei ha respinto in un comunicato qualsiasi coinvolgimento di Teheran nelle operazioni degli Houthi contro l'Arabia Saudita. «La Repubblica Islamica dell'Iran respinge qualsiasi affermazione che attribuisca a Teheran un ruolo nelle operazioni yemenite», ha dichiarato Baqaei, secondo cui i ribelli agiscono in base ai propri interessi e alle proprie valutazioni.
Il portavoce ha aggiunto che l'Iran non considera l'escalation delle tensioni nell'interesse di alcuna parte e ha ribadito la disponibilità di Teheran a fungere da mediatore tra gli Houthi e Riad.
L'intelligence saudita e il ruolo di Teheran nello Yemen
Il Wall Street Journal ha riferito, citando fonti vicine all'intelligence saudita e yemenita, che l'Iran avrebbe intensificato il proprio sostegno militare agli Houthi, fornendo informazioni di intelligence, addestramento, consulenza tattica e assistenza nell'individuazione degli obiettivi per le operazioni con missili e droni. Secondo il quotidiano americano, questo supporto avrebbe contribuito a rendere più sofisticati gli attacchi contro l'Arabia Saudita e i suoi alleati yemeniti, consentendo al gruppo di ampliare rapidamente le aree sotto il proprio controllo.
I ribelli yemeniti controllano la costa orientale e settentrionale dello Yemen affacciata sullo Stretto di Bab al-Mandeb, passaggio cruciale per le esportazioni petrolifere saudite, e hanno preso di mira petroliere, infrastrutture energetiche e aeroporti del regno. La coalizione a guida saudita ha annunciato nelle scorse ore di aver intercettato droni e missili sopra Riad e altre regioni del Paese, mentre gli Houthi hanno rivendicato l'abbattimento di un drone sul territorio yemenita.
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