Vampire Crawlers parte col botto: in una sola settimana supera il milione di giocatori e conquista recensioni entusiastiche
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Non servono necessariamente produzioni hollywoodiane da centinaia di milioni di dollari – o, per restare nel settore, tripla A con budget faraonici – per scalare le classifiche di Steam. Lo dimostra, ennesima volta, l’ascesa fulminea di Vampire Crawlers: The Turbo Wildcard from Vampire Survivors, titolo che il team guidato dall’italiano Galante ha pubblicato il 21 aprile al prezzo di 9,99 euro. Ebbene, in appena sette giorni il fenomento indie ha già superato il milione di giocatori, piazzandosi direttamente al terzo posto nell’ultima classifica settimanale dei giochi più venduti sulla piattaforma di Valve. Un traguardo, questo, che diventa ancora più significativo se si considera il contesto: davanti a lui restano soltanto il survival piratesco Windrose (saldo in vetta) e la seconda posizione, occupata nuovamente da Pragmata. Ma c’è di più: Assassin’s Creed Black Flag Resynced – pur con tutto il suo peso mediatico – è già stato risucchiato in top ten, relegato a un ruolo di comparsa.
Il 96% di recensioni positive e la lezione di Poncle
Quel che colpisce, analizzando i numeri grezzi, non è tanto il milione di copie vendute in sette giorni – già di per sé ragguardevole per un’operazione che molti etichettavano come “spin-off simpatico e un po’ matto” – quanto la qualità del consenso. Su quasi 10.000 valutazioni complessive, il titolo sfoggia un impressionante 96% di recensioni positive. Un dato, quest’ultimo, che solitamente appartiene a produzioni capaci di conquistare la critica più esigente e insieme il pubblico più vasto. Poncle, lo studio che ha ereditato l’eredità di Vampire Survivors (e che ora festeggia il traguardo con sobria ironia), ha “svelato” una roadmap che più minimal non si può: poche righe, nessuna promessa gonfiata, nessuna data impositiva. Una scelta, questa, che già di per sé racconta molto della filosofia del gruppo: lasciare parlare il prodotto, non le presentazioni.
Quando il deckbuilder roguelite tradisce le prime impressioni
C’è un momento, nelle prime run di Vampire Crawlers: The Turbo Wildcard from Vampire Survivors, in cui si capisce che il gioco non è quello che sembra. O meglio: è esattamente quello che sembra – un roguelite deckbuilder pixeloso pieno di mostriciattoli – ma è anche molto di più. Quello che in superficie appare come un’operazione leggera si rivela, run dopo run, uno dei deckbuilder più intelligenti e compulsivi degli ultimi anni. La formula, a ben vedere, non è nuova: mescolare meccaniche da survivor-like con la costruzione di un mazzo di carte. Eppure Galante e il suo team riescono nell’impresa di rendere tutto fluido, immediato e al tempo stesso stratificato. Non c’è bisogno di decine di tutorial: si impara giocando, morendo, ricominciando.
Un successo che non chiede permesso
Se bazzicate poco il mondo dei videogiochi, potrebbe essere difficile comprendere l’esplosione di Vampire Crawlers. A un primo sguardo, ripetiamolo, sembrerebbe soltanto un ammasso di mostri fatti di pixel e numeri che scorrono. Eppure sta attirando l’attenzione di moltissimi giocatori proprio perché rinuncia a ogni orpello: niente cinematiche da blockbuster, niente microtransazioni in agguato, niente sistemi di progressione studiati a tavolino per spremere il portafoglio. Solo una meccanica centrale – il deckbuilding incrociato con la sopravvivenza hordosa – che lavora con una precisione quasi artigianale. E il pubblico, va detto, ha risposto come non sempre accade: comprando, giocando e recensendo in massa positiva. Per chi segue il mercato Steam da anni, il dato più sorprendente forse non è il milione di giocatori, ma la velocità con cui è stato raggiunto. E che, tra l’altro, ha portato il titolo sul podio della classifica generale, scavalcando produzioni ben più pubblicizzate.




