Zelensky, a quattro anni dall’invasione, rilancia: "Putin ha fallito, non ha raggiunto i suoi obiettivi"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nel giorno in cui il conflitto segna il suo quarto, drammatico anniversario, Volodymyr Zelensky, da Kiev, ha affidato a una dichiarazione secca e priva di ambiguità il suo giudizio sullo stato dell’arte: Vladimir Putin, ha detto il presidente ucraino, "ha fallito, non ha raggiunto i suoi obiettivi di guerra". Una frase che pesa come un macigno, pronunciata mentre l’Ucraina continua a difendersi da quella che il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha definito senza mezzi termini una "macchia sulla nostra coscienza collettiva". Un monito, quello di Guterres, che riecheggia in un’Europa costretta a fare i conti con una ferita aperta nel suo stesso cuore, una guerra d’attrito che logora i fronti e mette a dura prova la tenuta dell’ordine internazionale -1.

E mentre le parole del leader ucraino riecheggiavano nella capitale, la realtà sul terreno continuava a raccontare la sua verità fatta di esplosioni e vittime. A Mykolaiv, un’esplosione ha ferito sette agenti, ennesimo segnale di come la linea del fronte sia ovunque e in nessun luogo, capace di colpire anche chi opera lontano dalle trincee. In questo scenario di logoramento, la diplomazia non si ferma. Zelensky ha avuto il suo primo colloquio con il nuovo primo ministro dei Paesi Bassi, Rob Jetten. Un confronto, quello riportato dalle agenzie, che si è concentrato sull’essenziale: la richiesta, sempre più pressante, di missili per i sistemi di difesa aerea e di equipaggiamento energetico. Kiev, insomma, chiede agli alleati di continuare a guardare oltre le proprie frontiere, di non abituarsi all’idea di una guerra che, per quanto lontana dalle loro piazze, resta un conflitto esistenziale per l’Ucraina -2.

A quattro anni da quel febbraio 2022, l’uomo che molti in Occidente consideravano un esperimento politico — un attore, un comico trasformatosi in capo di Stato — è diventato il simbolo di una resistenza che ha costretto il mondo a non distogliere lo sguardo. Prima dell’invasione su vasta scala, per molta parte dell’opinione pubblica occidentale, Zelensky era ancora il presidente della serie televisiva "Servitore del popolo", un volto noto ma politicamente acerbo, arrivato al potere sulla promessa di normalità e distensione -3. L’inizio della guerra totale ha rappresentato per lui un crinale netto, trasformandolo in un leader chiamato a incarnare l’esatto opposto della sua campagna elettorale. La sua leadership non è stata soltanto la gestione di un esecutivo in tempo di guerra, ma la costruzione quotidiana di un racconto capace di tenere insieme la nazione e di parlare al mondo.

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