L"alt dei sindacati dopo la serie nera dei tram: "Ora un confronto con Atm"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Tre episodi distinti, con vetture di diversa tipologia e lungo altrettante linee, ma legati da un filo conduttore che ha acceso piú di un campanello d"allarme: la sequenza temporale, tanto ravvicinata da non poter essere ignorata. Nell"arco di appena undici giorni, la rete tranviaria milanese – tra le piú estese a livello europeo – è stata scossa da tre incidenti, l"ultimo dei quali verificatosi ieri all"alba al confine con Rozzano, dove un mezzo della linea 15 è rimasto parzialmente fuori dai binari. Una cadenza che ha spinto tutte le sigle sindacali a chiedere un incontro urgente con i vertici di Atm, per fare chiarezza sulle dinamiche e, questa la richiesta di fondo, per definire un piano straordinario che riguarda la manutenzione e lo stato di salute dell"infrastruttura. La preoccupazione, va detto, non riguarda soltanto i numeri ma anche la loro eterogeneità: a uscire dalle rotaie, infatti, sono stati convogli di concezione differente e su tracciati diversi, il che rende piú complessa l"individuazione di una causa univoca e spinge, invece, verso una riflessione piú ampia sul sistema nel suo complesso.

Il deragliamento di Rozzano e la paura di una collisione

L"episodio piú recente, quello che ha visto protagonista un Sirio della linea 15, è avvenuto intorno alle sei e un quarto di mattina di ieri, nei pressi del centro commerciale Fiordaliso. Il convoglio, diretto verso Rozzano, era appena ripartito da una fermata quando il carrello centrale, per cause che i tecnici stanno ancora accertando, è letteralmente uscito dalla sede ferroviaria. Una dinamica, quella dello scarrellamento, che tecnicamente si distingue dal deragliamento classico ma che di fatto ha bloccato la circolazione per oltre dodici ore, creando notevoli disagi ai pendolari costretti a utilizzare autobus sostitutivi. Chi era a bordo, in quei minuti, ha avuto paura: una studentessa, Irina, ha raccontato ai cronisti presenti che il timore piú grande, subito dopo il blocco, era che sopraggiungesse un altro mezzo dal binario opposto, visto che la carrozza centrale invadeva in parte lo spazio tra i due binari rendendo lo scontro, in quel frangente, una possibilità tutt"altro che remota. Fortunatamente non è accaduto e non si registrano feriti, ma l"episodio segue di pochissimi giorni quello di un Jumbo della linea 12, finito fuori dai binari nella serata di sabato 7 marzo mentre rientrava in deposito nei pressi della stazione Centrale a causa, stando ai primi rilievi, di un bullone presente sui binari. E precede, idealmente, il tragico schianto del 27 febbraio in viale Vittorio Veneto, dove un nuovissimo tramlink della linea 9 ha falciato due passeggeri e ferito una cinquantina di persone, finendo la sua corsa contro la vetrina di un ristorante.

La richiesta di chiarezza dopo l"incidente in viale Vittorio Veneto

Proprio quel primo, drammatico incidente aveva spinto il sindaco Beppe Sala a indicare nell"ipotesi del malore del conducente la pista principale da seguire, cercando di allontanare, in quel contesto, il sospetto di problematiche tecniche diffuse legate ai mezzi o alla rete. Il conducente, un uomo con oltre trent"anni di esperienza, avrebbe riferito di aver avuto un malore, una versione che ha portato la procura a sequestrare il suo telefono e a disporre accertamenti sul sistema frenante definito "a uomo morto", quel dispositivo che dovrebbe arrestare automaticamente il convoglio in caso di rilascio prolungato dei comandi. Ma la ripetersi degli eventi, con un terzo incidente in poco piú di una settimana, ha inevitabilmente allargato il perimetro delle domande. L"azienda Atm, attraverso i suoi tecnici, ha parlato per il caso di Rozzano di un problema meccanico che ha causato la fuoriuscita del carrello, escludendo al contempo l"ipotesi di un atto doloso. Ma per i sindacati, che rappresentano i lavoratori quotidianamente alla guida di quei mezzi, il moltiplicarsi degli episodi impone un confronto che non puó piú essere rimandato, per capire se si tratti di una casualità statistica o del sintomo di un malessere piú profondo che riguarda la manutenzione ordinaria e straordinaria di una flotta che conta centinaia di vetture e chilometri di binari.

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