id Software dimezzata dai nuovi licenziamenti Xbox, 90 dipendenti lasciano lo studio
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il colosso di Redmond ha messo in atto una ristrutturazione che, nelle intenzioni, dovrebbe rimettere in sesto un reparto Xbox in profonda crisi, ma che sul campo si sta traducendo in una vera e propria ecatombe per alcuni degli studi storici del gruppo. L'ultima, in ordine di tempo, a subire il contraccolpo più pesante è id Software, la leggendaria casa di sviluppo texana autrice di DOOM, Quake e del più recente DOOM: The Dark Ages.
Secondo le prime ricostruzioni, circa la metà del personale, pari a più di novanta dipendenti, sarebbe stata tagliata nel quadro dei licenziamenti complessivi che hanno interessato la divisione gaming di Microsoft.
Un taglio del 50% per lo studio di DOOM
A dare consistenza alla notizia, riportata inizialmente da Game Developer e poi ripresa da testate come Engadget e Ars Technica, è la conferma indiretta arrivata da alcuni ex dipendenti attraverso i profili LinkedIn. Tra questi, il veterano programmatore Michael Maynard, in forza a id Software dal 2011, ha scritto di essere stato incluso nel "circa 50%" del team lasciato a casa lunedì. Parole dure, quelle di Maynard, che ha definito la situazione come la triste riduzione di un pioniere del genere FPS a "un'altra riorganizzazione di asset".
Tra i reparti più colpiti, secondo le fonti, ci sarebbe stato il controllo qualità, un comparto spesso bersaglio di queste operazioni di ridimensionamento.
Dentro il "reset" di Xbox: 3200 posti in meno
Questi tagli fanno parte di un piano di ristrutturazione ben più ampio, annunciato ufficialmente da Microsoft il 6 luglio, che porterà a un totale di 4.800 esuberi in tutta l'azienda, pari a circa il 2,1% della forza lavoro globale. La scure, come già anticipato, si è abbattuta con particolare violenza su Xbox, dove si prevede l'eliminazione di 3.200 posti di lavoro entro la fine dell'anno fiscale 2027.
La nuova amministratore delegato di Xbox, Asha Sharma, in una nota interna, non ha usato mezzi termini, descrivendo il business della divisione come "non in salute", con margini di profitto inferiori dai tre ai dieci volte rispetto a quelli dei rivali Sony e Nintendo. La mossa, che prevede il licenziamento immediato di 1.600 dipendenti e altri 1.600 nei prossimi mesi, mira a semplificare la struttura e a concentrare gli investimenti su progetti ritenuti più strategici.
Cinque studi lasciano la famiglia Xbox
La riorganizzazione non si limita ai tagli al personale, ma comporta anche un drastico ridimensionamento del parco studi interni. Compulsion Games e Double Fine Productions diventeranno indipendenti, rilevando i loro giochi e proprietà intellettuali, mentre Ninja Theory e Undead Labs sono state messe sul mercato e passeranno a nuovi proprietari, che comunque finanzieranno i progetti in corso. Per Arkane Studios, si sta invece valutando l'ipotesi della vendita o della chiusura.
Una manovra che ha scosso profondamente l'ecosistema Xbox e che ha portato il sindacato Communications Workers of America (CWA), che rappresenta molti lavoratori di id Software, a dichiarare che i tagli "decimeranno i team" e "abbasseranno la qualità dei giochi". Anche John Romero, co-fondatore di id Software, ha espresso la sua tristezza per i colleghi colpiti, paragonando l'amarezza di lasciare lo studio a un'esperienza "strana e dolorosa".
Blizzard relativamente al riparo, per ora
In mezzo a questo scenario cupo, sembra esserci un'esigua eccezione per Blizzard Entertainment. La presidente Johanna Faries, in una mail interna, ha riconosciuto la difficoltà del momento, definendolo "un giorno difficile" e invitando i dipendenti a sostenersi a vicenda, ma senza rivelare l'entità dei tagli all'interno dello studio californiano. Tuttavia, secondo quanto riportato da Windows Central e ripreso da altre testate, Blizzard sarebbe stato tra gli studi meno colpiti dai licenziamenti di questa tornata.
La relativa tranquillità per i dipendenti di Blizzard potrebbe derivare dalla considerazione in cui Microsoft tiene i suoi franchise, che sarebbero al centro di una strategia cross-mediale più ampia. Ma il futuro rimane incerto: con altri 1.600 licenziamenti previsti in Xbox entro il 2027, nessuno può dirsi al sicuro.




