Chanel Totti e il racconto del divorzio dei genitori: «Solo noi sappiamo come sono andate le cose»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Dopo anni di silenzio stampa, un silenzio che aveva scelto con cura per proteggersi dai riflettori che da sempre illuminano la sua famiglia, Chanel Totti ha deciso di raccontarsi. Lo ha fatto in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera in occasione del suo debutto televisivo, previsto per il 12 marzo su Sky, quando partirà la tredicesima edizione di Pechino Express. La secondogenita di Francesco Totti e Ilary Blasi, che compirà diciannove anni il prossimo maggio, si presenta al pubblico nella veste di concorrente, formando con l’amico d’infanzia Filippo Laurino la coppia ironicamente battezzata “I raccomandati” -2-5. Una scelta, quella del soprannome, che gioca d’anticipo sulle possibili critiche legate ai cognomi che porta, ma sulla quale tiene subito a fare chiarezza: «Fino a un certo punto – ha precisato – dopo il quale te la devi vedere tu. I miei non mi hanno mai spianato la strada, ci hanno sempre fatti sudare tutto» -1-7.
Il peso di essere “figlia di” e la scoperta dell’università
Crescere con un cognome così ingombrante, spiega Chanel, significa fare i conti con un’etichetta che viene applicata prima ancora di potersi presentare. «Essendo ‘figlia di’ sei etichettata, quindi non è semplice – ha raccontato –. C’è anche chi ti avvicina perché pensa di poterti ‘sfruttare’» -2. Con il tempo, però, la ragazza dice di aver affinato la capacità di selezionare le persone, circondandosi di una cerchia ristretta di amici storici e mantenendo un profilo basso, lontano dalla tentazione di condividere ogni aspetto della propria vita sui social. «Non pubblico mai la mia vita privata ma solo quello che voglio far sapere – ha chiarito – e mi stupisco ancora quando per strada qualcuno mi fotografa di nascosto: un conto sono mia madre e mio padre, ma io? Perché tutta questa attenzione?» -5-7.
L’esperienza televisiva, per sua stessa ammissione, non rientrava nei programmi. Frequenta l’università, dove studia comunicazione, e tiene a sottolineare che al momento la priorità resta quella. La partecipazione al reality, nata quasi per gioco e per curiosità insieme a Filippo che l’ha trascinata nel provino, è stata un’eccezione: Pechino Express, dice, era l’unico programma che avrebbe preso in considerazione -2-7. E dell’avventura racconta un impatto forte con la realtà, quella vera, fatta di fatica e privazioni. «Io l’ho sempre detto e penso sia ovvio che sono cresciuta con la camicia – ha ammesso –, quindi vedere certe realtà è stata un’emozione forte: ti rendi conto delle cose importanti». Tuttavia respinge al mittente l’etichetta di ragazza viziata: «Mi hanno cresciuta con dei valori, so distinguere le cose e se mi devo adattare non mi faccio assolutamente problemi» -8.
Il divorzio dei genitori e il prezzo pagato dai figli
Il nodo centrale dell’intervista, quello su cui Chanel non si era mai espressa pubblicamente, riguarda la separazione dei suoi genitori, una vicenda che ha riempito per mesi pagine di cronaca e minuzie di talk show. Con una maturità che colpisce per la sua lucidità, la diciottenne affronta l’argomento senza cercare di buttarla in ridere né di alimentare polemiche. «Non siamo né la prima né saremo l’ultima famiglia che attraversa questa cosa – ha esordito –. Purtroppo succede e le cose davvero brutte sono altre» -5. Ma la consapevolezza che la normalità del dramma familiare si sia intrecciata con l’eccezionalità della ribalta mediatica è ben presente nelle sue parole. «Però è ovvio che essendo una famiglia sotto i riflettori non è stato facile, soprattutto per me e mio fratello, visto che siamo riusciti a preservare la mia sorellina, essendo piccola» -2.
Il vero fulcro del suo racconto, però, è un altro: la rivendicazione di una verità che appartiene solo a chi quei momenti li ha vissuti in prima persona. «Solo noi sappiamo come sono andate le cose, al netto di quello che dicono gli altri» -7-8. Una frase, questa, che suona come un porto sicuro dopo anni di narrazioni incrociate, ricostruzioni e dichiarazioni talvolta contraddittorie. E poi l’attenzione si sposta su chi, in queste dinamiche, finisce per pagare il conto più salato. Chanel non ha dubbi: «La gente parla, specie sui social, ma dietro quei telefoni c’eravamo noi – ha sottolineato –. Alla fine in casi come questi ci vanno a rimettere i figli, oltre che i genitori» -2-7.
Il sostegno a mamma e papà e la scelta di non schierarsi
In un frangente in cui spesso si è cercato di leggere ogni gesto, ogni presenza o assenza, come una presa di posizione per l’uno o per l’altro genitore, Chanel traccia un solco netto. Il suo compito, assieme al fratello Cristian, è stato un altro. «Abbiamo sostenuto entrambi – ha spiegato –, i figli devono stare vicino ai genitori nonostante tutto» -1. Una dichiarazione che ribalta la prospettiva comune, restituendo centralità al legame che prescinde dalla fine del matrimonio. La ragazza racconta di non aver dato importanza a «persone terze o a chi vuole fare polemica», sottolineando come in quei momenti difficili, al netto di telecamere e commenti, ci fossero soltanto loro, la famiglia così com’era e come, in una forma nuova, continua a essere -5. Di fronte alla durezza dei giudizi online, Chanel non si nasconde: «La maggior parte dei commenti sono negativi, non so per quale motivo – ha confessato –. Io quasi non ci faccio caso, però credo che se non fossi figlia dei miei genitori non sarebbe così. È l’altro lato della medaglia» -2.
Carattere e prospettive: tra mamma Ilary e papà Francesco
Nel descriversi, Chanel traccia un parallelismo inevitabile con i suoi genitori, restituendo un ritratto familiare fatto di caratteri distinti e complementari. «Dovendo fare un paragone tra lei e papà – ha affermato riferendosi a Ilary Blasi – io sono più rompiscatole ma come lei, se devo dire qualcosa non mi tengo un cecio in bocca. Papà è di meno parole» -2-7. La scelta di partecipare a Pechino Express è stata comunque condivisa con entrambi, che si sono detti contenti per lei. Il consiglio ricevuto? Essenzialmente di restare sé stessa, di impegnarsi e di cercare anche di divertirsi, nonostante la fatica -2.
La sua avventura nel reality, che la vedrà muoversi tra Indonesia, Cina e Giappone, rappresenta per Chanel un banco di prova importante, il primo vero confronto con il pubblico al di fuori del contesto protetto, eppure espostissimo, della sua vita familiare. «Alla fine la gente non mi conosce – ha riflettuto –, magari vedendomi in questo contesto qualcuno potrà cambiare idea» -2. Un auspicio più che una pretesa, che lascia intendere come la ragazza sia ben consapevole di dover costruire un’immagine che vada oltre il cognome che porta. L’università resta il perno attorno a cui ruota il suo presente, mentre il futuro, dice, è ancora tutto da scrivere.




