Ddl antisemitismo alla Camera, il Pd si divide sulla definizione Ihra

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Ddl antisemitismo arriva alla Camera e riapre lo scontro politico sulla definizione operativa dell’International Holocaust Remembrance Alliance, al centro delle contestazioni di chi teme conseguenze sulla libertà di critica verso Israele. Il Disegno di legge n. 1004, intitolato “Disposizioni per il contrasto all’antisemitismo e per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo”, comincia il suo percorso nella Commissione Affari Costituzionali dopo il passaggio al Senato dello scorso marzo, dove aveva ottenuto 105 voti favorevoli, 24 contrari e 21 astensioni. Nel confronto entra anche la divisione interna al Pd: Laura Boldrini chiede di votare no, mentre nel partito vengono indicate anche posizioni favorevoli all’astensione o al sì.

Ddl antisemitismo e definizione Ihra, il nodo della critica a Israele

Il punto più contestato riguarda l’adozione della definizione Ihra e il possibile rapporto tra contrasto all’antisemitismo e critica alle azioni di Israele. Nel materiale che accompagna il dibattito, chi si oppone al disegno di legge sostiene che la norma possa restringere lo spazio della protesta politica e delle contestazioni rivolte al governo israeliano. È su questo terreno che si concentra anche una parte dello scontro nel Pd: secondo la ricostruzione proposta, alcuni esponenti chiedono un voto contrario proprio per difendere la possibilità di criticare Israele senza che tale posizione venga sovrapposta automaticamente all’antisemitismo, mentre altri valutano l’astensione o il voto favorevole.

Una delle critiche più nette arriva da Nicola Perugini, professore di relazioni internazionali all’Università di Edimburgo, che contesta apertamente il disegno di legge e chiama in causa la destra di Giorgia Meloni, la Lega, Forza Italia e una parte del Pd. Perugini definisce la proposta una legge destinata, a suo giudizio, a mettere a tacere la protesta e le accuse rivolte a Israele per quanto avviene a Gaza. La sua posizione collega direttamente l’adozione della definizione Ihra al rischio di una “museruola” alla critica, trasformando questo aspetto nel principale terreno politico del confronto che si apre in Commissione Affari Costituzionali.

Presidi contro il Ddl antisemitismo a Roma, Cuneo e in altre città

La discussione parlamentare è accompagnata anche da iniziative pubbliche contro il Ddl antisemitismo. A Cuneo, mercoledì 9 settembre dalle 18 in via Roma, le Donne in cammino per la pace organizzano un presidio con un messaggio centrato sulla distinzione tra critica a Israele e antisemitismo e sulla difesa delle iniziative di solidarietà. Nella stessa giornata è prevista una mobilitazione anche a Roma, con una maratona dalle 13 davanti a Montecitorio, oltre ad appuntamenti annunciati in altre piazze italiane. Le proteste si inseriscono quindi nello stesso giorno in cui il provvedimento viene discusso alla Camera, portando fuori dal Parlamento il confronto sulla definizione prevista dal testo.

Il passaggio alla Camera avviene dopo un voto al Senato caratterizzato da una maggioranza ampia, ma il nuovo esame mette in evidenza soprattutto le differenze tra le forze politiche e all’interno dell’opposizione. Nel Pd, in particolare, la posizione attribuita a Boldrini rappresenta la richiesta di un no esplicito, mentre altre componenti vengono indicate come orientate verso scelte differenti. Il confronto parlamentare sul Ddl antisemitismo si concentra così non soltanto sull’obiettivo dichiarato di contrastare l’antisemitismo, ma anche sul significato concreto dell’adozione della definizione Ihra e sui limiti che i critici del provvedimento temono possano derivarne per le contestazioni politiche rivolte a Israele.

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