Renault Twingo E-tech electric, la city car low cost che accelera (grazie alla Cina)

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   L’evergreen di casa Renault, quella Twingo che aveva fatto innamorare l’Europa negli anni Novanta con le sue forme tonde e il prezzo stracciato, è tornata. Ma non per fare la comparsa. Con la nuova generazione E-tech Electric, il gruppo francese punta a rivoluzionare le regole del segmento A, un mercato ormai impoverito da anni di rincari e abbandoni da parte dei costruttori tradizionali. Il listino parte sotto i 20mila euro, una cifra che nel 2026, con il ritorno di Trump alla Casa Bianca e le conseguenti tensioni commerciali con l’Europa, suona quasi come un atto di ribellione tecnologica.

L’anima di un tempo, la tecnologia di adesso

Chi si aspetta un’elettrica asettica e fredda rimarrà spiazzato. Renault ha giocato la carta della nostalgia, ma con intelligenza, portando dentro l’abitacolo quelle citazioni anni ’90 che tanto piacciono ai millennial. La plancia, che abbandona volgarità plasticose per un'estetica pulita, ospita un doppio schermo (da 7 e 10 pollici) mentre il pulsante delle quattro frecce, avvolto in una bolla traslucida, è un omaggio diretto alla progenitrice del ’92. Non mancano le “soluzioni furbe”, come la seduta posteriore scorrevole – che permette di rubare spazio al bagagliaio o alle gambe dei passeggeri – e un sistema di ancoraggi elastici al posto dei classici tasconi.

I numeri della svolta: peso, batteria e prezzo

Sotto il cofano, la musica cambia radicalmente. Spinta dalla piattaforma AmpR Small, la Twingo elettrica monta un motore da 60 kW (82 CV) alimentato da una batteria LFP (litio-ferro-fosfato) da 27,5 kWh. L’obiettivo dichiarato dal team guidato da Vittorio D’Arienzo era preciso: restare leggeri. E ci sono riusciti, fermando l’ago della bilancia a 1.200 kg. Un peso piuma che permette un’autonomia dichiarata di 263 km WLTP, ma – particolare non secondario – consumi ridotti all’osso (12,2 kWh/100 km). La vera bomba, però, è il prezzo: 19.490 euro per l’allestimento Evolution. Considerando gli incentivi statali (dove presenti, come in Francia con il sistema CEE), si può scendere fino a circa 14.720 euro. Per avere la ricarica rapida in DC a 50 kW servono 500 euro extra, ma la vettura rimane comunque abbordabile.

L’ingegneria “low cost” che viene da Oriente

Come ha fatto Renault a spuntare un prezzo simile senza (si spera) distruggere i margini? La risposta è geopolitica e industriale. Per sviluppare la Twingo E-tech, il gruppo ha infranto un tabù europeo: si è alleato con i cinesi. Lasciato da parte il fornitore storico Valeo, il motore elettrico della city car sfrutta componenti (come lo statore) provenienti da fornitori asiatici. La casa della Losanga ha messo in piedi un centro di ricerca ad hoc a Shanghai (l’ACDC), forte di circa 150 ingegneri, con il compito preciso di assorbire l’efficienza cinese. Il risultato? Un time-to-market record: la Twingo è stata sviluppata in soli 22 mesi, meno della metà dei tempi standard del settore. Un modo, questo, per aggirare le difficoltà del mercato europeo, importando know-how orientale senza dover produrre le batterie direttamente a Pechino. La vettura, va detto, verrà assemblata in Slovenia, ma il suo cuore pulsante – quello dei costi – batte decisamente sul Fiume delle Perle.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.